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Salvare vite con un nuovo sistema di intervento sempre più rapido

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Salvare vite con un nuovo sistema di intervento sempre più rapido

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La prontezza d’intervento sulla scena di un disastro è fondamentale per minimizzare i danni e contenere il numero delle potenziali vittime. Spesso però per avere il quadro reale della situazione ci vogliono diverse ore. Nel frattempo si possono perdere vite umane.

Il progetto ESS (Emergency Support System) dell’Unione Europea è un sistema in grado di registrare ed integrare decine di parametri, in tempo reale, consentendo così ai soccorritori di prendere decisioni in modo più veloce ed efficiente.

Questo sistema di gestione delle emergenze si basa su una serie di sensori collocati attorno all’area in cui è avvenuto il disastro. Questi sensori possono effettuare diversi tipi di misurazioni, di temperatura e pressione, per esempio, ma possono anche rilevare la presenza di gas tossici.

Per raccogliere ed integrare tutte le possibili fonti di informazioni che potrebbero essere utili ai soccorritori, il sistema si serve anche di tecnologie di origine militare, come droni con telecamera incorporata, che forniscono immagini ed una mappa accurats dell’area.

Il progetto, ancora in fase di sperimentazione, potrebbe rivoluzionare l’approccio ai soccorsi in caso di catastrofi. Per facilitare le operazioni di salvataggio delle squadre d’emergenza, si utilizzano ad esempio anche palloni aerostatici che dall’alto monitorano la situazione.

Leonardo Bruni, Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Imperia, ribadisce l’importanza della velocità

Incidenti, scontri, disastri naturali come terremoti o inandazioni. Quando a maggio terminarà la sperimentazione, il progetto europeo ESS, potrebbe diventare lo strumento più accurato e all’avanguardia per promuovere la nostra sicurezza e salvare sempre più vite.