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In Venezuela "riconteggio è semplice, Paese obbligato al dialogo"

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In Venezuela "riconteggio è semplice, Paese obbligato al dialogo"

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Quale futuro per il Venezuela? Una moltitudine di interrogativi si apre nel Paese dopo le contestate elezioni presidenziali che hanno visto vincere Nicolas Maduro con un vantaggio di un solo punto e mezzo sul candidato dell’opposizione Henrique Capriles, mentre i sondaggi prevedevano una vittoria molto più netta. La divisione dei venezuelani è evidente così come l’incertezza circa il futuro del Paese.

Collegato con noi da Caracas per un’analisi della situazione, Ricardo Ríos, professore di Statistica presso l’Università del Venezuela e uno dei più famosi analisti politici del Paese.

Marta Gil , euronews: Il divario di un punto e mezzo è equivalente a quasi 235 mila voti, in un Paese dove ha votato l’80% dei 19 milioni di elettori. È sufficiente per legittimare l’elezione di Nicolas Maduro a Presidente?

Ricardo Rios, analista politico: Il risultato ha sorpreso tutti. La crescita del candidato dell’opposizione è stata molto forte con un aumento di oltre 630 mila voti. Si tratta di un recupero mai verificatosi prima d’ora nei processi elettorali, che non sono stati pochi. La tradizione elettorale del Venezuela è molto radicata. Questo risultato obbliga il Paese al dialogo, perché di fronte a due forze paritarie non vi è altra alternativa per il Paese, se non vuole perdere una grande ricchezza: la pace nel dibattito democratico.

euronews: Sì, ma il candidato dell’opposizione, Henrique Capriles, ha denunciato irregolarità durante il voto e non accetta la sconfitta. Chiede il riconteggio delle schede. C‘è qualche reale possibilità che possa impugnare la decisione del tribunale elettorale e fare in modo che si proceda al riconteggio?

Ricardo Rios: Questo è già accaduto in passato. La revisione dei risultati delle elezioni è semplice perché il processo è automatizzato. Le schede sono conservate e abbiamo gli strumenti per il controllo dei risultati. Non bisogna inquietarsi, se i risultati sono stati alterati devono essere corretti. Non per forza da una volontà oscura, ma semplicemente perché non sono stato conteggiati correttamente.

euronews: Pensa che la Commissione elettorale nazionale sia disposta a riconoscere eventuali errori?

Ricardo Rios: Sì, è già capitato. Non si tratta di essere disposti o meno, è un problema di applicazione delle leggi, dei regolamenti e degli statuti elettorali. La revisione del processo elettorale è così normale che entrambi i candidati l’hanno accettata. Il candidato dell’opposizione l’ha chiesta e il presidente in carica, che ha vinto, ha accettato la richiesta. Può suonare strano se non si conosce il processo elettorale venezuelano, ma da queste parti ricontrollare l’esito delle votazioni non è un fenomeno raro.

euronews: Allora restiamo sul risultato elettorale. Capriles è riuscito ad attirare un gran numero di elettori sulla sua candidatura. Ha guadagnato circa 700.000 voti rispetto alle elezioni di ottobre. Ha la possibilità di diventare presidente del Venezuela?

Rios: Sì, penso di sì. Il risultato ci dice che è stato un testa a testa e per il bene del futuro politico del Venezuela è meglio che tutti i dubbi vengano cancellati, e il meccanismo, come ho detto, è istituzionale, è legale e non straordinario. Non sarà sempre come il 7 ottobre, quando Capriles riconobbe l’ampia vittoria del presidente Chavez. Questa volta ci sono stati interventi speciali in alcuni seggi elettorali, casi di impedimento al voto, denunce di scarsa imparzialità da parte dei membri delle forze armate che potrebbero aver alterato il risultato.

euronews: La campagna elettorale e il voto hanno evidenziato una profonda divisione tra i venezuelani. Come vede il futuro, sarà possibile e necessaria una riconciliazione?

Rios: È inevitabile, ma la campagna elettorale ci ha insegnato molte cose, la prima è che i venezuelani hanno passioni politiche, ma non divisioni inconciliabili. Non avevo mai visto uno spostamento di 630mila voti in soli 7 mesi. La cosa interessante è che il registro elettorale è lo stesso con il quale è stato eletto il Presidente Chavez lo scorso 7 ottobre. Quindi, c‘è stato un cambiamento di parere significativo nell’elettorato che ha sostenuto Chavez e che ora, in parte, ha deciso di sostenere Capriles, non riconoscendo la leadership di Maduro. Naturalmente la società è divisa, ma c‘è, ed è l’unica strada, la possibilità di una riconciliazione.