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Al nuovo Papa i segreti di Vatileaks

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Al nuovo Papa i segreti di Vatileaks

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La Sede pontificia è ormai vacante e si moltiplicano le speculazioni dell’identità del nuovo Papa. Nei corridoi della Curia romana si pronunciano i nomi dei candidati. Sono ore di grande fibrillazione, da lunedì nelle congregazioni generali, i cardinali cominceranno confrontarsi, e potrebbe emergere con decisione l’impronta lasciata da Joseph Ratzinger.

Il suo più accreditato successore è l’arcivescovo di Milano, vicino a Comunione e Liberazione, Angelo Scola, ma si parla anche del canadese Marc Oullet, del brasiliano Odilo Scherer, del ganese Peter Turkson, dello statunitense Timothy Dolan. Proprio Dolan, ha auspicato che la scelta ricada su un giovane che possa affrontare nel vigore degli anni una fase particolarmente difficile per la Chiesa, confrontata a scandali che gettano un’ombra sulla purezza della missione religiosa.

Proprio il caso ‘‘Vatileaks’‘, sarebbe un deterrente nella scelta di un Papa italiano. Il fatto che il segreto delle stanze Vaticane sia stato violato, con la sottrazione di documenti riservati, secondo alcuni osservatori, indurrebbe molti cardinali a vedere con sospetto chi sia troppo vicino agli ambienti romani. I risultati delle indagini della Commissione della Santa Sede sulla vicenda “Vatileaks”, sono contenuti in due dossier consegnati a Papa Ratzinger, che “ha deciso che tali atti – di cui solo egli è a conoscenza – saranno “a disposizione del futuro pontefice”.

Benedetto XVI rivolgendosi ai cardinali: ‘‘Tra di voi, c‘è il nuovo Papa, a cui dichiaro la mia obbedienza incondizionata”
Tutti gli interrogativi si scioglieranno nella fumata bianca che decreta l’elezione del nuovo Pontefice, probabilmente già prima di Pasqua.

Cardinale Poletto: “I problemi della Chiesa non incidono sulla scelta del Papa”

E’ il cardinale italiano più anziano del Conclave, arcivescovo emerito di Torino, quasi 80 anni Severino Poletto, ha già votato nel 2005 per l’elezione di Benedetto XVI, il Papa uscente, che è venuto a salutare, prima di sceglierne il successore.

Manuela Scarpellini, euronews:
“Cardinale siamo alla fine storica e inedita di un Pontificato travagliato e umanissimo, come vive questo momento?”

Severino Poletto, cardinale:

“Io lo vivo con grande spirito di ammirazione e di commozione nei confronti di Papa Benedetto XVI, per questo suo grande gesto di coraggio e di umiltà, e di amore alla Chiesa e a Gesù Cristo. Quel che ha detto nella ultima udienza generale: “Ho riflettuto ho pregato, ho cercato di capire, questo gesto di una certa gravità che so di compiere, ma l’ho fatto con grande serenità perché ho messo Gesù Cristo e il bene della Chiesa, prima del bene della mia persona”

euronews: “Durante il Conclave voi cardinali dovrete tenere conto delle questioni spinose che il prossimo Pontefice dovrà affrontare: la pedofilia nel clero, la finanza oscura, l’inchiesta su Vatileaks complicheranno la vostra scelta?”

Poletto:
“Ma io non credo perché noi dobbiamo scegliere meglio, noi dobbiamo chiedere al Signore colui che il Signore ha già scelto.
Il Signore ha già in mente chi è il nuovo Papa. Quindi noi dai problemi che può avere avuto la Chiesa, sui quali non bisogna enfatizzare più di tanto, perché c‘è anche molta enfatizzazione, io non li nego, il Papa stesso ha chiesto perdono, ha detto ‘mi vergogno’, di queste mancanze che uomini di chiesa hanno fatto oppure sicuramente ha sofferto per questa vicenda del trafugamento di documenti. Però questi sono fatti, che fan parte della storia di creature umane ed anche ecclesiastiche, qualcuno può avere debolezze che non sono da generalizzare, ma che non condizionano la scelta della persona, perché la scelta della persona deve essere motivata da una visione spirituale dell’uomo che il signore ci suggerisce, che io non ho ancora in mente, perché io ho uno schermo bianco davanti.L’uomo che il Signore suggerisce, con la sua spiritualità, con la sua fede, con la sua preparazione culturale, pastorale, sia in grado di guidare la Chiesa, sulla scia di Papa Giovanni Paolo II e Benedetto.

euronews:
“Si temono tempi lunghi dovuti forse alle divisioni interne tra voi cardinali?”

Poletto: “Le divisioni interne del collegio cardinalizio, secondo me, sono un’invenzione dei giornalisti, perché subito fin dal primo giorno dopo le annunciate dimissioni, il 12 di febbraio, alcuni quotidiani italiani già mettevano le cordate, gruppi, papabili eccetera”.

euronews:
“Tra poche ore si aprono le congregazioni generali, le giornate destinate a riflettere sul futuro, lei come vorrebbe la Chiesa di domani?”

Poletto:
“La Chiesa che io sogno ma che già realizza questo è di annunciare il Vangelo, il papa dimissionario ha indetto l’anno della fede, ha fatto un sinodo sull’evangelizzazione l’autunno scorso, proprio per richiamare tutti alla responsabilità di una nuova evangelizzazione per evitare che la fede si affievolisca, soprattutto in queste nostre nazioni di lunghissima tradizione cattolica come l’Europa”.

euronews:
“Un saluto al Papa uscente e un augurio per il prossimo Pontefice”.

Poletto:
“Il saluto al Papa uscente è un saluto di grande affetto commozione e riconoscenza, per il livello altissimo con cui ha svolto il suo ministero. E l’augurio al Papa che viene è di essere ricco di grazia e sentendo il sostegno dello spirito del Signore, della grazia di Dio e anche il sostegno e l’appoggio della comunità e di tutti noi”.

euronews:
“Ci sarà per Pasqua il nuovo Papa?”

Poletto:
“Manca un mese, io spero che non duri un mese tutto il lavoro di preparazione, delle congragazioni e del Conclave, sarebbe una cosa abbastanza problematica, far durare un mese, quindi mi auguro di sì”.