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Monte-Carlo presenta La Traviata, parabola d'amore e di morte

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Monte-Carlo presenta La Traviata, parabola d'amore e di morte

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È una delle opere più rappresentate al mondo: oltre un secolo e mezzo dopo la storica prima alla Fenice di Venezia, Traviata di Giuseppe Verdi non cessa di commuovere e appassionare il pubblico e gli artisti che la interpretano. All’Opéra di Monte-Carlo Sonya Yoncheva, alias Violetta Valéry, ha di recente trionfato.

“Qualche mese fa ero a Parigi e mi hanno regalato La signora delle camelie di Dumas figlio, su cui si basa l’opera. All’inizio la protagonista è poverissima, ha un padre severo, e a tredici anni se ne va di casa. Mi ha veramente colpito il suo coraggio di partire con le sue poche cose in cerca di una vita, di un futuro migliore, della sua identità, e questo mi ha fatto pensare a quando io, a diciannove anni, ho lasciato la Bulgaria, con due valigie e qualche soldo in tasca, alla ricerca della mia identità.”

Jean-Louis Grinda, direttore artistico dell’Opéra monegasca e regista di questo spettacolo, ci ricorda: “Violetta è colei che si è allontanata dalla retta vita, è una ‘traviata’, come dice il titolo dell’opera, una prostituta. Un giorno ha la possibilità di lasciare quell’ambiente equivoco per diventare una donna come tutte le altre, una donna amata e innamorata. Ma tutto questo le viene tolto.”

A dirigere l’orchestra il Maestro Marco Armiliato: “Io adoro i cantanti perché adoro le voci. Penso che un cantante abbia uno strumento che è molto delicato, questo si sa, ma bisogna sempre trovare il modo di aiutare un cantante a cantare su una linea, un cuscino meraviglioso dove appoggiarsi e riuscire a esprimersi al meglio con la propria voce.”

“Credo che per La Traviata ci vogliano tre attrici, sostiene Sonya Yoncheva, per mostrare le tre versioni di Violetta. La prima è quella che alla festa dice: ‘sto morendo ma, càspita, non smetto di vivere, e sopravviverò!’. La seconda è la Violetta che scende a patti con la famiglia di Alfredo e con la società che la rifiuta, ed è il secondo atto, l’incontro col padre; e poi c‘è la terza Violetta, quando sta per morire, respira appena ma ha il coraggio di ribellarsi e gridare ‘ma perché?’. Ci sono quindi tre sfumature diverse nel personaggio di Violetta che secondo me bisogna saper rendere.”

Per ulteriori momenti delle interviste rilasciate (in francese) da Jean-Louis Grinda e Sonya Yoncheva, cliccate sul seguente link:

Bonus interview: Sonya Yoncheva & Jean-Louis Grinda