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Alistair Darling: "La Scozia sta meglio col Regno Unito"

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Alistair Darling: "La Scozia sta meglio col Regno Unito"

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Il dibattito sull’indipendenza scozzese si è intensificato durante l’estate. I sondaggi mostrano una diminuzione di coloro che si dicono a favore di una separazione dal Regno Unito. Al momento si attestano intorno al 30%. La campagna contro l’indipendenza è condotta da Alistair Darling. Recentemente ha lanciato il movimento “Better Together”. 
 
Ali Sheikholeslami, euronews:
 
“Lei ha difeso appassionatamente il Regno Unito quando ha lanciato la campagna “Better Together”, qual è il punto centrale delle sue argomentazioni?”
 
Alistair Darling:
 
“Penso che il punto centrale sia che la Scozia sta meglio col Regno Unito e viceversa. Siamo più forti insieme che separati. Non solo a livello emotivo, ma, se vogliamo essere critici, anche dal punto di vista economico. Abbiamo un’unione economica e in un momento di grande insicurezza partire per una destinazione incerta, con tante domande senza risposta, mi sembra una corsa folle da intraprendere”.
 
euronews:
 
“A che cosa è contrario? E’ un nazionalismo brutto e un po’ pericoloso? E’ come se fosse una partita di calcio politica in cui si fa il tifo per qualcuno che gioca contro l’Inghilterra?”
 
Alistair Darling:
 
“Il punto è che non è solo una questione di legami emotivi, del fatto che la maggior parte di noi è orgogliosa di essere scozzese. Siamo fieri di essere britannici e non dobbiamo scegliere, non vogliamo dover scegliere. Abbiamo amici e rapporti da una parte e dall’altra del confine, non ci consideriamo reciprocamente stranieri. Quindi c‘è un aspetto emotivo, ma il punto fondamentale di questa campagna è simile a quello di tante altre: si tratta dell’economia. Facciamo parte di un’unione economica. Molte imprese scozzesi fanno grandi affari con l’Inghilterra e il resto del Regno Unito. Allo stesso modo, così come penso che sia nell’interesse della Gran Bretagna far parte dell’Unione Europea, reputo che sia un vantaggio per la Scozia unire le forze con le più grandi economie dei paesi vicini”.
 
euronews:
 
“Venendo alle risorse di petrolio e gas, le farò alcune domande difficili. Per esempio, parliamo di quanta parte del debito nazionale britannico dovrebbe pesare sulle spalle di una Scozia potenzialmente indipendente”.
 
Alistair Darling:
 
“Il petrolio è un aspetto relativamente facile da gestire. Ci sono convenzioni internazionali e leggi che lo regolano. Il problema è che le risorse sono limitate e quando finiscono, non si sa come fare. Ma naturalmente lei ha ragione, sono tutti aspetti economici, come il fatto che il nostro debito nazionale dovrebbe essere distribuito. C‘è un grande punto di domanda anche sulla moneta corrente: i nazionalisti, che hanno avuto 80 anni per pensarci, solo quest’anno, hanno presentato tre versioni diverse di quello che vorrebbero fare. La politica attuale intende creare accordi con il resto del Regno Unito che portino a un’unione monetaria, proprio nel momento in cui il resto dell’Europa pensa che essa sia sinonimo di unione politica. Quindi rimangono molte domande senza risposta, sull’adesione all’Unione Europea, eccetera, su cui i nazionalisti sono stati molto molto deboli. Essi affermano semplicemente che alcune cose accadranno, ma non esiste assolutamente alcuna prova per dire che sarà così”.
 
euronews:
 
“Dal punto di vista della valuta hanno detto di voler continuare a usare la sterlina, uniformandosi così al Regno Unito. Comunque, io credo che questo non avrà alcuna influenza sulla politica della Banca d’Inghilterra, giusto?”
 
Alistair Darling:
 
“Beh, se esiste un’unione monetaria, c‘è bisogno che entrambe le parti si mettano d’accordo su di essa, e bisognerebbe convincere l’Inghilterra, il Galles e l’Irlanda del Nord ad investire nell’unione monetaria con la Scozia, che è un paese straniero. Ora questo significherebbe che la Scozia dovrebbe sottoporre ad approvazione il proprio budget, come succede nell’eurozona. Questa non è libertà, è schiavitù, è una situazione ridicola. Anche nei rapporti con la Banca d’Inghilterra, il suo comitato politico monetario non è fondato su una base regionale ma su valutazioni che fissano un tasso d’inflazione. A questo proposito ci sono alcune domande: chi presterà denaro quando nessun altro lo farà? Quale banca centrale? Dobbiamo chiedercelo. Perché l’Inghilterra, il Galles e l’Irlanda del Nord dovrebbero essere d’accordo a fornire le ultime risorse a un paese straniero? I nazionalisti dicono che dovrebbe succedere. E nessuno di questi aspetti è stato discusso con altri paesi, hanno permesso che si mettessero d’accordo da soli e in un momento di così grande incertezza in Europa e nel resto del mondo, penso che si torni al punto di partenza: credo che sia meglio essere uniti che separati”.
 
euronews:
 
“Come lei ha detto giustamente, il petrolio prima o poi finirà. A quel punto come potrebbe funzionare un’indipendente economia scozzese?”
 
Alistair Darling:
 
“Beh, non sappiamo cosa accadrà in nessuna economia nei prossimi 20 o 30 anni, e c‘è ancora petrolio per un po’ di tempo. La domanda è: quando finirà cosa faremo? Beh, la risposta degli indipendentisti scozzesi sono le energie rinnovabili. Per il momento, queste industrie sono fortemente dipendenti da una consociata del Regno Unito, che presumibilmente smetterebbe di dare una mano, se ci fosse una separazione. La mia opinione è che, se esaminiamo l’economia scozzese, una parte di essa funziona molto bene, ma un’altra potrebbe andare nettamente meglio col giusto approccio. Se rinunceremo al petrolio del Mare del Nord, si creerà una grande dipendenza, come abbiamo visto di recente, quando i nostri servizi finanziari in due delle nostre grandi banche si sono trovati in guai seri: Royal Bank of Scotland e HBOS erano la forza del Regno Unito e hanno davvero salvato la situazione. Quando ero Cancelliere dello Scacchiere, potevo firmare un assegno per impedire il crollo dell’intero sistema. Non avrei potuto farlo con un’economia molto più piccola”.
 
euronews:
 
“Un’altra domanda è: ci sarà il referendum nel 2014. E un’altra, che ritengo cruciale, è: cosa succederebbe con una totale autonomia finanziaria della Scozia, anziché con la sua indipendenza? Ci sarebbero più poteri o più indipendenza per essa, ma non una piena indipendenza?”
 
Alistair Darling:
 
“Sarò molto chiaro e penso che lo sia la maggior parte dei commentatori indipendenti. Bisogna farsi una domanda precisa: rimanete insieme al Regno Unito o ve ne andate? Nel primo caso, naturalmente, si pone la questione di un maggiore trasferimento dei poteri. Il problema, al momento, è che quando si fa riferimento al controllo scozzese dei benefici sociali, alle imposte sul reddito, a quelle sulle imprese e ai ricavi petroliferi, nessuno sa esattamente cosa questo significhi. Vuol dire un po’ più di autonomia, o come direbbe Alex Salmond, molta più autonomia? Tutto può essere messo sulla scheda elettorale, tranne le questioni estere e altri argomenti che renderebbero la situazione difficilmente comprensibile. Sarebbe un quesito che l’elettore non capirebbe e se passasse, nessuno coglierebbe il significato, mentre penso che la gente capisca cosa significa l’indipendenza e comprenda davvero che cosa vuol dire rimanere nel Regno Unito. Si dovrebbe guardare al fatto che un partito nazionalista rimasto in affari per 80 anni – e questa è l’unica ragione per cui esiste – sarebbe solo contento di farsi questa domanda prima del popolo scozzese, ma la sta evitando, perché é abbastanza chiaro che conosce la risposta”.
 
euronews:
“Lei è stato cancelliere. Che vantaggi porterebbe l’indipendenza all’economia scozzese?”
 
Alistair Darling:
 
“Beh, è difficile rispondere. Penso che i nazionalisti le diranno che significherebbe tagliare le tasse sulle imprese. Ma lei pensa davvero che l’Inghilterra darebbe la sua approvazione? Ridurrebbe anche le sue imposte sulle imprese e lo farebbe con maggiore facilità. Nel mondo moderno, in cui le economie dipendono le une dalle altre, i paesi possono fare molte cose in maniera autonoma. Essendo fuori dall’euro, per esempio noi abbiamo maggiore libertà. Ma l’idea che un piccolo paese possa andare contro le tendenze economiche generali e fare qualcosa di completamente diverso è semplicemente un’illusione. I nazionalisti sottolineano il fatto che Islanda e Irlanda non fanno grandi cose al momento, quindi onestamente non vedo quali vantaggi possano esserci per la Scozia. Vedo soprattutto molti inconvenienti di una secessione e penso che sia molto meglio continuare a far parte del Regno Unito”.