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Cipro, le conseguenze del contagio greco

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Cipro, le conseguenze del contagio greco

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La fila alla mensa dei poveri della Chiesa Ortodossa di Limassol, nella Repubblica di Cipro, aumenta di giorno in giorno. Famiglie, giovani disoccupati e bambini vengono qui per ricevere pasti gratuiti. La Chiesa avverte: è il segnale che qualcosa nel Paese (non va) sta cambiando. Il Governo in carica ammette di essere in difficoltà. Cipro è l’ultimo Paese europeo a richiedere un piano di salvataggio. E la disoccupazione continua ad aumentare.

Tra le persone in fila alla mensa troviamo Costas: ha 57 anni, è disoccupato e in cerca di un impiego di qualunque genere. Ci racconta che per lui la ragione della mancanza di occupazione non sono gli investimenti sbagliati delle banche nè l’assenza di competitività dell’economia cipriota o le riforme non attuate dal Governo, ma la liberalizzazione del mercato del lavoro europeo:“Oggi Cipro deve affrontare un grave problema. E la situazione peggiora perché sempre più persone vengono a mangiare qui. Non hanno cibo. Si tratta di famiglie intere..non c‘è lavoro a Cipro…a causa dei bulgari e dei rumeni che arrivano qui e prendono i lavori dei ciprioti..”.

Non lontano dalla Chiesa Ortodossa turisti stranieri e ciprioti si rilassano sulla spiaggia di Limassol.

La Repubblica di Cipro si è distinta in passato per un ritmo di crescita economica sostenuto e per i continui investimenti stranieri. Ora, però, la gravissima crisi greca inizia a farsi sentire anche qui. Quando la Chiesa Ortodossa di Limassol ha avviato la mensa gratuita nel 2004 a far ricorso al servizio erano poche decine di anziani. Oggi la mensa lavora al ritmo quotidiano di 300 pasti e 500 sacchetti per il pranzo destinati alle vicine scuole elementari. Come racconta Giouli Chatzaki, Assistente sociale:“Qui vengono molte famiglie. Il numero è aumentato negli ultimi due anni. Le famiglie vengono qui perchè offriamo un servizio gratuito. La causa di questo aumento in genere è dovuta al fatto che uno dei genitori, a volte tutti e due, ha perso il lavoro. Ci sono bambini che non possono comprarsi un panino o un succo di frutta a scuola”.

Cipro rischia ora di dover ricorrere ad aiuti finanziari che potrebbero superare la metà dei 17 miliardi di euro del Pil nazionale.

L’ufficio di collocamento di Nicosia è affollato quasi tutti i giorni. Il tasso di disoccupazione a Cipro è salito oltre il 10%. Niente in confronto ai livelli greci, ma altissimo per la media cipriota.

In fila all’ufficio di collocamento troviamo Andreas, ha 28 anni. Nonostante le qualifiche non riesce a trovare un impiego da oltre due anni:“Se sarò fortunato forse riuscirò a trovare un lavoro in un altro Paese europeo. Magari in Germania o in Francia. Ma sto cercando anche in Australia o in Canada, anche se per questi Paesi serve il visto e non credo sia facile ottenerlo in questo momento”.

Il record della disoccupazione giovanile spetta alla Grecia con il 53% degli under 25 senza lavoro. A Cipro è al 29%. Il tasso di disoccupazione giovanile più basso spetta alla Germania, dove la percentuale arriva appena all’8%. Mentre la media europea si attesta al 22%.

Yianna ha 27 anni, studia grafica. Nonostante abbia messo le ambizioni di carriera da parte, non riesce a trovare nemmeno un posto come segretaria. La madre di Yianna è disoccupata da oltre due anni e il padre, che lavora nel settore edile, è anche lui alla ricerca di lavoro. Racconta Yiann:“Cerco lavoro da oltre 6 mesi. Tutti i miei amici si trovano nella stessa identica situazione. Non riescono a trovare nulla. Sono stata licenziata, la società per cui lavoravo ha chiuso a causa della crisi tutti e tre i negozi che aveva”.

Le banche di Cipro soffrono per la crisi greca: circa 23 miliardi di euro sono transitati dagli istituti ciprioti verso quelli greci. In questa situazione una ricapitalizzazione si fa sempre più urgente. Tra gli istituti ciprioti, la Laiki Bank è esposta verso la Grecia per il 42% del capitale, Hellenic Bank al 17% e Bank of Cyprus al 34%.

L’accordo tra gli investitori sull’Haircut, ovvero la ristrutturazione del debito, greco ha comportato la perdita di ingenti somme di capitale per i creditori.
Tra questi soprattutto le banche cipriote, che avevando acquistato i titoli spazzatura greci, hanno perso circa i 3/4 delle somme investite.

Andreas Lazarides è il parrucchiere di Alexander Apostolides, docente di economia all’Università di Cipro ed esperto di tagli e crisi.

Andreas domanda al suo cliente di sempre:“Esiste una qualche soluzione al problema? Cosa accadrà? Possiamo migliorare? Oppure peggiorerà?”.

Alexander, risponde:“La programmazione economica è stata fallimentare, il Governo ha preso delle decisioni basate su prospettive di ripresa, mentre era evidente che non c’era nessuna ripresa europea. La mia paura sono le elezioni del 2013. Spero che ci sia un accordo tra i diversi partiti per attuare quelle riforme, che ci permetterebbe di mantenere sotto controllo le tensioni sociali”.

Le agenzie di rating hanno classificato il ranking di Cipro a livello della spazzatura e non soltanto a causa della situazione in cui versano le sue banche, ma anche a causa del mancato controllo dei conti pubblici da parte del Governo.

Mentre la Banca Centrale europea e il Fondo monetario internazionale controllano lo stato delle banche cipriote e le finanze del Paese, il Governatore della Banca Centrale, Panicos Demetriades,si oppone alla politica dei tagli:“Il mio consiglio è di avviare le discussioni su politiche future che si concentrino su dei programmi rivolti alla protezione della crescita economica”.

Oggi a Cipro le strade sono piene di cartelli vendesi e affittasi di case, ma anche di negozi. Segno tangibile di una crisi che avanza.

Symeon Matsis è un’economista. Conosce bene sia il settore pubblico che quello privato, i meccanismi della finanza e della pubblica amministrazione cipriota. Cosa potrebbe riportare Cipro a crescere come una volta?

Ci spiega Symeon:” Il Governo deve ridurre il numero dei dipendenti pubblici. E deve diminuire i loro stipendi. Inoltre dovrebbe occuparsi di più del sistema sanitario, controllarne i costi, ma anche trovare un accordo per le pensioni, perché si tratta di un settore importantissimo per il quale l’esecutivo non ha ancora trovato delle misure adeguate”.

La Commissione europea ha chiesto a Cipro di riformare il sistema sanitario con l’obiettivo di aiutare il Governo a contenere il deficit di bilancio. Nell’ospedale pubblico di Nicosia lavorano 2100 persone, tra di loro 170 medici.

Evangoros Nicolaides, Direttore del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Nicosia racconta:“Lo staff è giù di morale, a causa dell’aumento dei pazienti, dell’aumento di lavoro, e per il fatto che gli stipendi stanno diminuendo come primo effetto delle misure anti crisi”.

Spostiamoci ad Agros, un villaggio localizzato tra le montagne nella regione meridionale del Paese.

La Commissione europea ha chiesto a Cipro di liberalizzare il mercato del lavoro nella speranza che questo aiuti a creare occupazione.

Marios e Andri sono due vittime della crisi: dopo anni di studi e formazione non hanno nessuna prospettiva di carriera.

Racconta Marios:“E’ difficile. Ho studiato 4 anni. Eppure non riesco a trovare un lavoro che corrisponda alla mia qualifica universitaria. La metà dei miei amici è alla ricerca di lavoro, ma non riescono a trovarlo. Hanno il mio stesso problema”. Mentre Andri aggiunge:“Posso farvi il mio esempio: quando mi sono presentata, il capo mi ha detto che ero qualificata, ma che se avessi voluto lavorare lì avrei dovuto fare una prova gratuita di tre mesi. Per capire se mi piaceva. Per capire se ero in grado di fare tutto ciò che mi veniva chiesto. E’ come se tutti fossero alla ricerca non di dipendenti, ma di schiavi!”.

C‘è però una buona ragione per sperare che il futuro sia diverso. Cipro, infatti, ha appena scoperto al largo delle sue coste dei giacimenti di gas.
Le estrazioni dovrebbero iniziare già dal 2016.