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Francia: una leadership forte per rilanciare l'Europa

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Francia: una leadership forte per rilanciare l'Europa

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Le politiche francesi rafforzano la legittimità della presidenza Hollande, fresca di nomina, consegnando ai socialisti la maggioranza assoluta del parlamento, dopo la vittoria al Senato in settembre.

Una leadership forte, dunque, base ideale per attuare il programma di governo e per ridisegnare il ruolo della Francia in Europa.

“Abbiamo un presidente, direttamente eletto a suffragio universale, che si appoggia su una maggioranza forte, appena arrivato al potere con un programma europeo ambizioso”, dice Fréderic Sawicki, professore alla Sorbona di Parigi, “È chiaro che il presidente Hollande crede di poter rinforzare la sua leadership europea, rispetto ad Angela Merkel che invece affronta le urne l’anno prossimo e fa parte di una coalizione composita”.

Archiviato dalle urne l’asse Parigi-Berlino cementato sul rigore, la Francia versione socialista può portare acqua al mulino dei sostenitori della crescita, in un’Europa in piena crisi a caccia di nuove soluzioni e stragtgie.

“Le condizioni in cui il presidente Hollande e il suo governo si trovano ora a operare dovrebbero consentire non solo di affrontare con decisione i problemi economici della Francia”, afferma da Parigi Giovanni Magi di euronews, “ma anche di contribuire con accresciuta credibilità alla gestione della crisi dell’eurozona”.

La tenuta dell’asse franco-tedesco

Sophie Desjardin, euronews:

Con noi per capire il ballottaggio di domenica, e capirne i risvolti a livello europeo, c‘è Marion Gaillard, storica, docente universitaria alla facoltà di Scienze politiche di Parigi, esperta di politica europea.
Marion, al parlamento europeo abbiamo una maggioranza assoluta e un presidente di sinistra. Le riforme promesse saranno mantenute dunque, quale sarà il cambiamento più importante?

Marion Gaillard:
“Possiamo dire che questa sia una situazione di assoluta tranquillità per Hollande, per far votare le riforme per cui è stato eletto. Questo riguarda la politica interna, in Europa ha le mani libere per negoziare problemi come il salvataggio della zona euro, con una sinistra radicale che non potrà mai veramente condizionare le decisioni, questa maggioranza e questo presidente potranno rassicurare i nostri partner”.

euronews:

“Un governo socialista è una cosa rara in Europa, oggigiorno, ce ne sono appena 5. In un clima generale di rifiuto del socialismo e della socialdemocrazia, come interpretare la vittoria della sinistra in Francia?

Marion Gaillard:

“Ci sono due possibili interpretazioni: una più europea, la crisi ha spazzato via numerosi governi in Italia quello di Berlusconi, in Spagna quello di Zapatero, in Grecia il governo Papandreu. Possiamo dire semplicemente che la crisi elimina i governi in carica, ma possiamo anche dire che, facendo una lettura interna, erano 10 anni che non avevamo un’alternanza in Francia, e che si è trattato di un ribilanciamento classico, con l’uscita di scena del precedente capo di stato e della sua politica”.

euronews:

“Siamo ancora lontani da un ritorno socialista in Europa, ma il modello Hollande, incentrato sulla crescita potrebbe attecchire, secondo lei?”

Marion Gaillard:

“Sta già accadendo, perché le proposte di Fraçois Hollande hanno incontrato pareri positivi in numerosi Paesi anche in quelli che rifiutarono di ricevere Hollande in campagna elettorale, come Il premier spagnolo Rajoy o Monti. Ci sono degli emuli e questo permettere di sollevare un dibattito importante per il futuro”.

euronews:

“François Hollande ha le mani libere, il cancelliere tedesco Angela Merkel affronterà l’anno prossimo elezioni a alto rischio, che potrebbero ridare voce ai socialdemocratici. Come saranno questi mesi di coabitazione tra Merkel e Hollande, secondo lei?”

Marion Gaillard:

“Non andiamo troppo di fretta, il cancelliere Merkel non ha ancora perso, e comunque nella storia ci sono state diverse coppie costrette alla coabitazioni e sono state queste le più produttive per l’Europa, penso a Valery Giscard d’Estaing e Helmut Schmidt, a François Mitterrand et Helmut Kohl, il fatto di non appartenere alla stessa famiglia politica non ha mai impedito alla coppia franco-tedesca, di funzionare. Il cancelleriere tedesco e il presidente francese possono trovare una posizione comune sulla zona euro, il nuovo governo dovrà mostrarsi più audace sui problemi europei. La Francia è sempre timorosa su questi temi. La Germania è sempre in attesa su questo fronte”.

euronews:

“Il vertice europeo di fine giugno è atteso con grande apprensione. Possiamo pensare all’uscita dala zona euro di alcuni Paesi e che cosa significherebbe questo per la costruzione europea?”

Marion Gaillard:

“Lo scenario secondo in cui un Paese abbandona l’eurozona non deve essere scartato. Personalmente ritengo che quest’opzione debba essere evitata, sarebbe un colpo duro per l’Unione.
La costruzione europea ha conosciuto delle crisi, degli stop, come la bocciatura della Comunità della difesa nel ’54 o la bocciatura della Costituzione nel 2005. Ma la costruzione europea non è mai arretrata. Quindi sarebbe un precedente carico di conseguenze”.