ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Elisabetta si avvia a battere il record di Vittoria

Lettura in corso:

Elisabetta si avvia a battere il record di Vittoria

Dimensioni di testo Aa Aa

Dodici primi ministri, sei papi, 261 visite ufficiali all’estero, di cui 78 di stato in 116 paesi.

La lista dei numeri è interminabile, ma quelli che vi abbiamo appena elencato sono forse i più significativi dei 60 anni di regno di Elisabetta II, un record battuto solo dalla regina Vittoria.

A 86 anni, la regina sembra in buona salute. Milioni di britannici hanno sfidato il brutto tempo per assistere alla grandiosa parata di mille imbarcazioni sul Tamigi.

Il 6 febbraio 1952 Elisabetta viene informata della morte del padre Giorgio VI. A soli 26 anni, la nuova sovrana si ritrova a capo di numerosi stati indipendenti del Commonwealth.

Siamo in piena ricostruzione di un continente che cerca faticosamente di risorgere dalle ceneri della seconda guerra mondiale.

La cerimonia d’intronizzazione si svolge un anno più tardi, il 2 giugno 1953.

Il Giubileo di Diamante di Elisabetta II dura quasi una settimana. Quello della regina Vittoria solo un giorno.

Grandi festeggiamenti giustificati, malgrado la crisi, da una massiccia affluenza di britannici, che hanno voluto mostrare alla sovrana tutto il loro affetto.

Grandi festeggiamenti che, forse, per un po’, faranno dimenticare le predizioni di tutte quelle persone secondo le quali, dopo la fine del regno di Elisabetta, la monarchia in Gran Bretagna è destinata a scomparire.

Euronews ha deciso di intervistare l’ultimo dei primi ministri di Elisabetta II, David Cameron, per chiedergli un parere sul significato di questi anni a Downing Street e sul ruolo della sovrana oggi.

Ali Sheikholeslami, euronews:
“Lei ha incontrato la regina per la prima volta quando aveva nove anni. Com‘è stato allora e com‘è oggi essere il suo dodicesimo primo ministro?”

David Cameron, primo ministro britannico:
“Beh, quando l’ho conosciuta avevo nove anni, non mi sarei mai aspettato di diventare il suo premier. Accadde quando andavo a scuola, ricordo che ero un bambino, ero galvanizzato e piuttosto stupito di avere questa possibilità. Ma il momento che non dimenticherò mai è stato quando sono uscito dalla macchina, sono entrato a Buckingham Palace, sono salito per le scale e sono stato incaricato dalla regina di formare il governo. Anche se nel mio caso, naturalmente, ho dovuto dirle che si trattava di un governo di coalizione e che quindi avrei fatto del mio meglio per essere rieletto, se ci fossi riuscito. Ma fortunatamente ce l’ho fatta”.

euronews:
“Secondo lei qual è il significato del Giubileo di Diamante per il Regno Unito e che tipo di evoluzione c‘è stata per il paese durante il regno di Elisabetta?”

David Cameron:
“Il Regno Unito è molto cambiato. Se pensiamo a 60 anni fa, eravamo usciti da poco dalla seconda guerra mondiale, il cibo era razionato, c’erano difficoltà e problemi. Il paese da allora ha subito una trasformazione. Stiamo festeggiando due cose: prima di tutto un record quasi unico. 60 anni di dedizione, assistenza e impegno verso il popolo, il Commonwealth e il mondo. E’ difficile trovare un passo falso in questi indimenticabili 60 anni di onorato servizio pubblico. Stiamo celebrando qualcos’altro nel Regno Unito, cioè l’istituzione della monarchia. Tutti i paesi vogliono avere quella combinazione di stabilità e istituzioni che rispecchia la loro storia, ma vogliono anche democrazia e libertà di scelta. Nel Regno Unito abbiamo trovato la strada giusta. Non è quella che prendono tutti, ma è il nostro modo di presentare questi due aspetti e penso che la monarchia presti un ottimo servizio al popolo da questo punto di vista. E’ al di sopra della politica, è un simbolo di unità nazionale e, come può vedere dai festeggiamenti, unisce la gente”.

euronews:
“Lei incontra la regina ogni settimana. Molti, nel Regno Unito e all’estero, si chiedono se sia solo un’allegra tradizione britannica. E’ così?”

David Cameron:
“No, è una parte importante della costituzione, perché la regina è il capo dello stato. Ovviamente ci siamo evoluti in una situazione in cui il primo ministro eletto e il governo prendono le decisioni e la regina presiede il cerimoniale di stato. Ma penso che per il primo ministro vedere la regina ogni settimana sia importante per fare il punto sui problemi e le sfide qui e nel mondo, per confrontarsi, per spiegare alla regina, che di primi ministri ne ha visti 12, cosa sta facendo il governo. Il primo fu Winston Churchill, che vedeva e sentiva tutto, che viaggiò in tutto il mondo e che virtualmente conobbe tutti i capi di stato e di governo. La regina può dare ottimi consigli e fare domande molto pertinenti”.

euronews:
“Le Olimpiadi sono alle porte. Cosa significano i giochi per Londra e il Regno Unito?”

David Cameron:
“Naturalmente è un grande anno per il paese, in cui tutto il mondo avrà gli occhi puntati su di noi. Nella parte orientale di Londra, le Olimpiadi stanno riqualificando un’area molto degradata. Stiamo assistendo a una trasformazione urbanistica. Ma penso che la cosa più importante sia che ci stiamo aprendo al mondo e dicendo: guardate! Questo è un paese che ha le sue difficoltà economiche, certo, ma abbiamo il mercato unico europeo sulla soglia di casa, siamo in mezzo ai fusi orari di America e Giappone, parliamo l’inglese, la lingua degli affari. Qui ci sono alcune tra le migliori università del mondo, uno scenario economico pulsante, grande cultura, arte, scienza e tutto il resto. Venite a visitarci, venite a vedere. E’una grande possibilità per il Regno Unito e spero che spinga i giovani verso lo sport e la competizione, in modo che lasci un retaggio davvero duraturo negli anni a venire”.