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Il 6 febbraio 2012 è stato raggiunto l’Accordo di Doha per la formazione di un governo palestinese di unità nazionale guidato da Mahmoud Abbas, leader di Fatah. Ma la strada verso la riconciliazione politica palestinese resta lunga. Dopo la firma è emerso il dissenso interno ad Hamas. Euronews ha ottenuto un’intervista esclusiva al leader del movimento nella Striscia di Gaza, Mahmoud al Zahar

Mohammed Shaikhibrahim, euronews:
“Mahmoud al-Zahar, Membro dell’ufficio politico di Hamas e dirigente del movimento a Gaza, benvenuto”

Mahmoud al-Zahar, Hamas:
“Grazie”

euronews: “Perché ha rifiutato l’accordo di Doha? Hamas nei territori ha espresso delle riserve a questo proposito nonostante l’approvazione data dal Presidente dell’ufficio politico”.

Mahmoud al-Zahar:
“Prima di tutto, l’accordo stipulato al Cairo 4 anni fa stabiliva che si doveva formare un governo di unità nazionale, che non includesse membri di Hamas o Fatah, o di altre formazioni palestinesi. Condizione che resta anche nell’accordo di Doha. L’obiettivo era formare un governo neutrale per tenere libere elezioni. C’erano pressioni da parte degli Stati Uniti e di Israele perché il governo di unità nazionale non nascesse. Loro vogliono un governo che accetti le condizioni poste dal Quartetto, che non sono condivisibili da Hamas per gli svantaggi che provocano al popolo palestinese. In altre parole l’accordo di Doha aveva dei difetti che compromettevano la regolarità delle elezioni, Abu Mazen è un leader politico non rappresenta tutto il popolo palestinese.

euronews
“Perché rifiuta Mahmoud Abbas come presidente del governo di transizione?”

Mahmoud al-Zahar:
“Perché Abu Mazen coopera per la sicurezza con Israele, si occupa delle elezioni, è responsabile dell’arresto dei nostri militanti, della confisca di parte dei nostri finanziamenti, se le nostre libertà fondamentali vengono limitate è a causa sua, come può oggettivamente assicurare equità nello svolgimento delle elezioni”.

euronews:
“Dopo la firma dell’accordo di Doha sembra siano nate delle divisioni tra i vertici di Hamas nei territori e altrove. Lei critica il leader di Hamas in esilio Khaled Meshaal per aver firmato l’accordo con Abbas senza consultare l’organizzazione”.

Mahmoud al-Zahar
“Come ho già detto, non voglio parlare di questo, perchè nella realtà non conta”.

euronews:
“Ricevete aiuto finanziario e militare dall’Iran?”

Mahmoud al-Zahar:
“Riceviamo ogni forma di supporto dai Paesi arabi e musulmani, noi accettiamo l’aiuto di chiunque voglia, viste le difficoltà che attraversiamo. Il nostro solo nemico è Israele e sta diventando una potenza nucleare”.

euronews:
“Nel caso in cui l’Iran venga attaccato da Israele o dagli Stati Uniti, cosa farà Hamas?”

Mahmoud al-Zahar:
“Noi ci opponiamo a qualsiasi attacco contro i paesi arabi e musulmani. Lo sapete, l’Iran è un grande Paese, si sa difendere da solo, ha tutti i mezzi per farlo. Se l’Iran fosse stato un Paese facile da battere penso che Israele non avrebbe esitato, e ci prova già da tempo …”

euronews:
“Preciso meglio la mia domanda: in caso di attacco dell’Iran, Hamas resterà a guardare o imbraccerà le armi?”

Mahmoud Zahar :
“A questa domanda non rispondo”

euronews:
“A proposito dell’attuale situazione in Siria, quale è la posizione di Hamas? Sostiene il regime o piuttosto l’opposizione che chiede la deposizione di Bashar Al Assad e la fine del suo regime?”

Mahmoud al-Zahar:
“Non siamo una potenza regionale con una dimensione internazionale, siamo per una Siria forte con tutte le sue componenti”.

euronews:
“Ma Ismail Haniye ha affermato di recente al Cairo, che Hamas sostiene la rivoluzione siriana. È stata una sorpresa, si tratta di un cambiamento nella strategia di Hamas?”

Mahmoud al-Zahar:
“Mi lasci rettificare questo punto, Haniye ha dichiarato che Hamas sta al fianco del popolo siriano. E a dire la verità anche il regime siriano ha affermato di voler rispondere alle richieste del suo popolo”.

euronews:
“Quindi supportate il regime siriano o no?”

Mahmoud al-Zahar:
“Penso di averle già risposto su questo tema almeno tre volte, e ancora cerca una risposta”.

euronews:
“Sto cercando di capire se c‘è ancora una solida relazione con il regime siriano, se c‘è ancora una alleanza”.

Mahmoud al-Zahar:
“Penso che la mia risposta alla domanda sia stata già abbastanza chiara!”

euronews:
“Allora perché Hamas ha lasciato la Siria dopo l’inizio della rivoluzione?”

Mahmoud al-Zahar:
“La decisione di andarsene è stata individuale e non ha un valore politico”.

euronews:
“Come valuta la posizione europea su ciò che accade a Gaza, da quando è controllata da Hamas?”

Mahmoud al-Zahar:
“Mi lasci rettificare, il movimento non controlla, governa perché ha vinto le elezioni, ma siccome l’Occidente si oppone alla crescita del progetto islamico, definisce questa democrazia come “controllo”. Noi governiamo a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme perché questi sono i risultati del voto. Ma da parte dell’ Occidente c‘è la stessa reazione ipocrita, non vogliono accettare il risultato di elezioni libere e corrette di fronte al mondo. Vorrei porre all’ Occidente una serie di domande, ma sono certo che non sappiano la risposta, non osano rispondere.

La prima domanda: Qual‘è l’origine della nostra terra, prima del 1948? Ebraica? Israeliana? O era la terra degli arabo musulmani palestinesi?
Voglio che rispondano a questa domanda.

Poi la seconda: Sul ritorno degli ebrei dopo 3 mila anni perchè i loro antenati vivevano qui. L’ Occidente accetta il cosiddetto diritto al ritorno? Accetta la politica del diritto al ritorno?
Allora ci lasci tornare in Spagna perchè c’eravamo prima del 1492 e ci lasci rioccupare la Gran Bretagna, l’India, e i Paesi arabo musulmani. Siamo per la rioccupazione della Siria, del Libano, dell’Algeria da parte della Francia. Se si chiede ai francesi cosa pensino dell’occupazione dicono che è illegale, e ancora cosa dire dell’occupazione della Francia da parte dei nazisti, certo è illegale e la resistenza di Charles de Gaulle è stata una guerra di liberazione. Ma non mettono sullo stesso piano l’occupazione israeliana della Palestina, ed è un’ipocrisia.

euronews:
“Cosa si aspetta Hamas dopo la rivoluzione in Egitto, e ciò che è accaduto in Libia e in Tunisia, dopo ciò che sta avvenendo in Siria”

Mahmoud al-Zahar:
“Il movimento di Hamas è islamico, siamo ispirati dallo stesso credo di realtà simili. Abbiamo gli stessi valori di riferimento dei movimenti che stanno crescendo in Egitto, in Libia, in Marocco in Tunisia ma anche nello Yemen. Noi siamo quindi aperti al dialogo con qualunque leader politico che verrà eletto, che rappresenterà l’opinione del popolo e sosterrà le posizioni di Hamas, se sarà contrario all’occupazione dei territori palestinesi e all’aggressione continua del suo popolo. Vedo buone prospettive nel prossimo futuro di Hamas”.

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