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Le ripercussioni in Europa della politica di Hollande

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Le ripercussioni in Europa della politica di Hollande

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Benvenuti da Chris su The Network. La trasmissione in cui ci colleghiamo con chi fa le notizie per arrivare al cuore del tema e, attenzione, a disposizione degli ospiti per rispondere più o meno 25 secondi. Andiamo a vedere l’argomento di questa settimana. Il ballottaggio delle presidenziali francesi è stata una lotta fino all’ultimo, entrambi i candidati hanno agito in modo sottile e ovvio puntando ai voti dell’estrema destra arrivata al terzo posto al primo turno. Cavalli di battaglia del Presidente Sarkozy: i confini, l’immigrazione e la violenza. François Hollande ha detto chiaramente che le porte
non sono da considerarsi spalancate. Hanno fatto appello al rafforzamento delle politiche di crescita a livello europeo, attraverso la spesa o attaverso stimoli della Banca centrale europea per combattere un tasso di disoccupazione intorno al 10% vicino, ai tre milioni di persone. Hanno tenuto posizioni diverse sul tema della tassazione in Francia e delle politiche di spesa. Sarkozy ha sostenuto il rigore fiscale, mentre François Hollande ha sollecitato l’allentamento fiscale per stimolare la crescita. La battaglia ora si sposta alle legislative di giugno, perché la politica del neo presidente può avere successo con l’appoggio dell’assemblea nazionale: la sfida è appena iniziata.

Sono in collegamento con noi dal Parlamento europeo Corien Wortmann-Kool, europarlamentare olandese e vicepresidente del PPE (Partito popolare europeo), gruppo che comprende l’Ump di Sarkozy. Hannes Swoboda, europarlamentare austriaco e presidente del Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici che comprende i socialisti di Hollande. E dalla sua circoscrizione di Bristol l’europarlamentare Sir Graham Watson e presidente del Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa.