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Euro 2012: il calcio in Ucraina tra passato e presente

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Euro 2012: il calcio in Ucraina tra passato e presente

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Ai tempi dell’Unione Sovietica, il calcio era lo sport più popolare. Solo dopo la rivoluzione e la guerra civile, negli anni venti, i bolscevichi spinsero la gente a praticare il football. La Dinamo Kiev divenne una delle squadre più forti d’Europa. Siamo andati nella sua scuola calcistica a vedere se, vent’anni dopo l’indipendenza, questo team è ancora una fucina di campioni.

“La differenza è che i ragazzi hanno tutti gli strumenti per fare sport, per giocare a calcio” dice Vitaliy Khmelnytsky, allenatore della scuola calcistica della Dinamo Kiev.
“Per noi non era così. Quando ho cominciato io, per esempio, non giocavo con una palla, ma con una lattina.
Dopo la guerra, non c’era nemmeno da mangiare. Questi ragazzi hanno tutto.
Quello che può mancargli è la determinazione a diventare i migliori tra i loro compagni e tra gli altri”.

Oleg Blokhin è uno dei campioni storici ucraini. Era attaccante della Dinamo Kiev quando quest’ultima, nel 1975, sconfisse il Bayern Monaco nella finale di Supercoppa europea. Blokhin, oggi ct della nazionale ucraina, è il più grande marcatore della Premier League sovietica. Al suo attivo ha ben 211 gol.

“Ai tempi dell’Unione Sovietica, c’erano molti campioni olimpici ucraini in diversi sport”
spiega ancora Vitaliy Khmelnytsky. “La nazionale, negli ultimi 40 anni, era composta principalmente da loro. Ora non è più così. Forse perché i più giovani hanno tutto e i ragazzi sono distratti da attività diverse dal football”.

Fozzie è il cantante dei TNMK, una delle band hip hop più famose dell’ Ucraina. E’ molto popolare e racconta di ispirarsi al calcio:

“Penso che l’atteggiamento verso il football sia l’unica cosa che in vent’anni in Ucraina non è cambiata” commenta Fozzie. Il calcio non era solo lo sport più popolare del paese, ma anche il fenomeno sociale più evidente, ed è ancora così. Quindi, esattamente come 20 anni fa e forse anche di più, tutti si interessano al pallone. Il paese è cambiato, l’interesse per il calcio no. E’ lo stesso”.

“Storicamente parlando, Euro 2012 per l’Ucraina è il primo, e spero non l’ultimo, momento in cui il paese deve rispettare una scadenza, perché nella storia sovietica, tutti hanno sempre raccontato bugie, dicendo: ‘Eleggete noi e andrà tutto bene’. Ora, per la prima volta, dicono che entro il primo giugno 2012, avremo costruito le strade. Le hanno costruite, in fretta, ma lo hanno fatto. E’ la prima scadenza nella storia del paese” conclude il cantante.

Il vincitore della prima Premier League ucraina dopo il crollo dell’Unione Sovietica fu l’SK Tavrija Simferopol. Nel 1992, sconfisse la Dinamo Kiev, nella finale di Leopoli.

“Gli ucraini sono un popolo cosacco a cui non piace perdere” conclude Vitaly Khmelnytski. “Vogliono vincere e sono abituati a primeggiare. Direi quindi che la nazionale rappresenta una minaccia per le forti squadre europee”.

Andryi Shevchenko è l’attaccante ucraino più formidabile della nazionale. A soli nove anni ha dovuto scappare dal suo villaggio, perché vicino a Chernobyl. Lui non era costretto a giocare con una lattina, ma la sua infanzia non è stata facile.