ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Ban Ki-moon: israeliani e palestinesi vivano in pace

Lettura in corso:

Ban Ki-moon: israeliani e palestinesi vivano in pace

Dimensioni di testo Aa Aa

Ban Ki-moon fa uno dei lavori più difficili del mondo. Come Segretario Generale delle Nazioni Unite deve cercare l’accordo internazionale su una serie di temi spinosi come i cambiamenti climatici, l’immigrazione, lo sviluppo, la povertà, la questione del nucleare iraniano e le tensioni tra palestinesi e israeliani.
euronews lo ha incontrato a Strasburgo.

Christophe Midol-Monnet, euronews:
Segretario generale, benvenuto su euronews. Nelle prossime settimane i cambiamenti climatici saranno di nuovo nell’agenda internazionale. Lei è d’accordo con José Manuel Barroso che il summit di Cancun, a dicembre, molto probabilmente non riuscirà a rinnovare il protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici? Perché questi negoziati sono sempre un doloroso fallimento?

Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite:
E’ una questione di volontà politica degli Stati membri. Nella comunità internazionale c‘è una grande consapevolezza che i cambiamenti climatici
sono un tema chiave per la nostra epoca. Su questo non c‘è dubbio. Forse non siamo in grado di raggiungere un accordo globalmente accettabile, un accordo globale e vincolante, ma abbiamo fatto progressi tangibili contro la deforestazione e il degrado forestale, nel fornire sostegni finanziari particolarmente veloci, nel sostegno iniziale per i Paesi in via di sviluppo, nell’adattamento della tecnologia e nella capacità di costruzione. Dobbiamo
riuscire a sviluppare queste cinque aree, in modo da compiere ulteriori progressi quando l’anno prossimo andremo in Sudafrica. Ma stiamo facendo del nostro meglio per fare più progressi possibili anche a Cancun.

euronews:
Nonostante sia economicamente necessaria, l’immigrazione in Europa è sempre più rappresentata
come una minaccia sociale e politica. Recentemente Angela Merkel ha bollato come ‘un fallimento’ il multiculturalismo. Lei non percepisce una maggiore tendenza al nazionalismo in Europa? E questo non la preoccupa?

Ban Ki-moon:
Lo so che vi è stata qualche polemica in alcuni Paesi
europei sui lavoratori migranti e le minoranze. Per
quanto riguarda le Nazioni Unite, come Segretario
Generale, stiamo sollecitando tutti gli Stati membri perché garantiscano e proteggano i diritti umani delle persone che potrebbero essere discriminate e non essere completamente protette. Le Nazioni Unite hanno deciso di convocare un forum internazionale sulle ‘migrazioni per lo sviluppo’. Ci siamo già incontrati tre volte e lo faremo ancora. Obiettivo di questi incontri è come poter usare il contributo dato dal lavoro di questi migranti per un modello positivo e vantaggioso di sviluppo sociale ed economico.

euronews:
Quindi dal suo punto di vista la questione delle migrazioni non è peggio in Europa rispetto ad altri continenti?

Ban Ki-moon:
E’ un fenomento comune anche altrove. C‘è la tendenza a guardare questi lavoratori migranti come ‘gli altri’. Ma se siamo più generosi, più inclusivi, allora ‘loro’ potrebbero far parte di ‘noi’. Come le persone del nostro Paese possono essere considerate ‘gli altri’ in Paesi diversi. Per questo l’inclusione sociale è molto importante. Credo nella diversità culturale. Credo nella mobilità. Perciò le differenze culturali dovrebbero essere promosse e rispettate in un modo positivo.

euronews:
In termini di solidarietà mondiale, cosa si aspetta dal G20 in programma il mese prossimo a Seul?

Ban Ki-moon:
Per la prima volta nella storia del G20, i leader metteranno in agenda la questione dello sviluppo.
Mentre parleranno di come consolidare la loro situazione finanziaria, i leader del G20 discuteranno
come poter dare una speranza, come poter affrontare tutte le questioni legate alla povertà estrema e come affrontare le questioni dello sviluppo globale, inclusi i cambiamenti climatici. Ciò è piuttosto incoraggiante.

euronews:
A Vienna stanno per essere ripresi i negoziati con l’Iran sulla questione nucleare. Le Nazioni Unite e l’Unione europea sono sulla stessa lunghezza d’onda sul dossier iraniano e sulla non proliferazione
nucleare in generale?

Ban Ki-moon:
Ho discusso questo argomento con Lady Ashton.
Mi incoraggia il fatto che i colloqui si stiano muovendo in una direzione positiva. Ogni volta che ho incontrato le autorità iraniane, ho fatto loro pressioni affinché ritornassero al dialogo e avviassero negoziati con il gruppo dei 5+1 e ciò sembra che accadrà presto, ai primi di novembre.
Come Segretario Generale non risparmierò sforzi per agevolare tali negoziati. Non c‘è altra strada che il dialogo, attraverso il quale si può risolvere questa questione in modo pacifico.

euronews:
Qual è la sua posizione su una proposta di cui si parla sempre più frequentemente, cioè accogliere nell’Onu un nuovo membro chiamato Palestina?

Ban Ki-moon:
Palestina e Israele si stanno impegnando in colloqui di pace anche se, sulla questione degli insediamenti, i colloqui sono entrati in stallo. Come membro del quartetto e come Segretario Generale delle Nazioni Unite ho lavorato duramente con le parti coinvolte, Israele e Palestina, ma anche con membi importanti della Lega Araba e con gli Stati Uniti. Speriamo che questo processo di pace riprenda il più presto possibile in modo che possano essere realizzati due Stati e Israele e Palestina possano vivere fianco a fianco in pace e sicurezza. Allora potremo accogliere i palestinesi come nuovo membro delle Nazioni Unite.