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Le difficoltà di Huawei, Expo 2020 e il crowdfunding in Africa

Le difficoltà di Huawei, Expo 2020 e il crowdfunding in Africa
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La corsa alla rivoluzione del 5G ha preso una piega geopolitica? E quanto saranno sentite le ripercussioni al di fuori degli Usa? E poi, mentre fervono i preparativi per l'Expo 2020, che cosa si aspetta di ottenere Dubai dal suo investimento? E infine, il crowdfunding potrebbe essere la chiave per aiutare le piccole imprese africane a ottenere il capitale di cui hanno bisogno per espandersi? Ne parliamo questa settimana in Business Line.

Huawei e la corsa al 5G

Dall'internet delle cose alle auto senza conducente, la rete wireless di quinta generazione, o 5G, promette di dare il via alla cosiddetta quarta rivoluzione industriale. La competizione nel campo è feroce. Fra i gruppi in pole position c'è Huawei, che ha però subito una serie di battute d'arresto da quando Washington ha vietato l'uso degli apparecchi della compagnia cinese adducendo motivi di sicurezza nazionale.

Facebook ha bloccato la preinstallazione delle sue app su smartphone Huawei e Google impedisce gli aggiornamenti di Android. Non una buona notizia per il business della compagnia, dice l'analista Ben Wood: "Dover rinunciare al 5G era già un problema per Huawei, ma ora che ci vanno di mezzo i telefoni è un duro colpo, per una società che puntava a diventare uno dei produttori leader di smartphone al mondo".

Il portavoce della compagnia protesta: "Ci sono migliaia di persone in tutto il mondo, molte delle quali non possiedono un passaporto americano, che stanno subendo gli effetti di una legge imposta dal governo degli Stati Uniti. È giusto? È ragionevole? Pensiamo di no. Dovete chiedere al governo Usa quale sia la sua vera motivazione".

Broadcom, produttore americano di hardware e microprocessori, ha fatto tremare i mercati all'inizio del mese, quando ha previsto un crollo di 2 miliardi di dollari delle sue vendite annuali a causa del divieto di esportare in Cina.

Sicurezza o protezionismo, qualunque sia la ragione, le politiche commerciali dell'amministrazione Trump continuano ad avere un impatto ben oltre i confini americani.

Expo 2020, un'opportunità per Dubai e l'intera regione

A Dubai fervono i preparativi per l'Expo 2020. 192 paesi partecipanti sono attesi alla fiera mondiale che si svolgerà su sei mesi a partire dall'ottobre 2020. Sono in corso enormi lavori sulle infrastrutture, tra cui l'espansione dell'aeroporto Al Maktoum. Per saperne di più, abbiamo incontrato lo sceicco Ahmed bin Saeed Al Maktoum, amministratore delegato e presidente del gruppo Emirates nonché presidente di Dubai World.

Ci parli dell'impatto economico di Dubai 2020.

"Dubai 2020 non avrà un impatto solo su Dubai ma sull'intera regione, e tutti trarranno benefici dall'Expo. Abbiamo anche voluto assicurarci che quest'evento sia davvero riuscito, visto che si sovrappone con il cinquantesimo anniversario della nascita degli Emirati Arabi Uniti".

Che novità ci sono sull'ampliamento dell'aeroporto Al Maktoum?

"Oggi l'aeroporto Al Maktoum può gestire 30 milioni di passeggeri. Penso che ci sia stato un grosso flusso di traffico da parte di Fly Dubai e alcune altre alcune compagnie aeree quando è stata chiusa per lavori una delle piste dell'Aeroporto internazionale. Al Maktoum è il futuro aeroporto di Dubai e continuerà a crescere".

Rispetto all'obiettivo di diventare l'hub e l'aeroporto più frequentato del mondo, avete della concorrenza nella regione. Come garantire che la strategia funzioni?

"Cerchiamo sempre di difendere questa posizione attraverso il mercato e attraverso quel che accade a Dubai. Naturalmente gli altri hanno il diritto di fare concorrenza, e penso che lo faranno, e dovunque si trovino cercano di servire sempre più destinazioni. Ma non dobbiamo dimenticare che i viaggiatori sono sempre in aumento, e io spero che saranno sempre di più a volare con Emirates e Fly Dubai".

Quando ci ritroveremo qui l'anno prossimo, di che cosa parleremo? Quali saranno le tendenze nei viaggi e nel turismo?

"Penso che parleremo di più dell'Expo perché sarà più vicina. Ma questo settore è un settore difficile. Bisogna essere davvero efficienti, tenere d'occhio costantemente i costi e quel che si fa".

Per finire, che cosa la tiene sveglio la notte in quanto amministratore delegato di una grande compagnia aerea come Emirates?

"Ormai ci sono abituato. Sono in questo business da 33 anni. Può succedere di tutto. Ma il nostro lavoro è andare avanti, espanderci e convincere sempre più passeggeri a volare con noi".

La Starbucks del Senegal

O'Merveilles è la prima pasticceria di fascia alta a Tuba, la seconda città del Senegal. Il 40 per cento dei finanziamenti viene dal crowdfunding.

Le banche in Senegal non amano lanciarsi nel finanziamento di nuove iniziative e impongono interessi più elevati sui prestiti che in Europa. Il crowdfunding, pur essendo ancora ai suoi primi passi nel paese, permette di bypassare il problema, poiché non dipende dalle banche, e di dare una marcia in più alle economie locali. Per l'avvocato Mame Adama Gueye, che ha investito in O'Merveilles, "Hanno fatto molto bene ad aprire questo O'Merveilles a Tuba, dove c'è potere d'acquisto, dove c'è domanda, perché prima non c'era nulla. Ed è anche una scelta estremamente innovativa e molto interessante investire fuori da Dakar, creando un'economia locale".

E il progetto funziona: due pasticcerie lavorano a pieno ritmo, altre due apriranno presto. M&A Capital, società d'investimento che ha lanciato O'Merveilles, punta a trasformare le pmi africane in multinazionali panafricane. Il consigliere delegato di M&A Capital, Moctar Sarr, spiega: "Questa crescita ci permetterà di posizionarci come leader nel settore delle pasticcerie e delle sale da tè in Senegal. Non saremo forse la Starbucks senegalese, ma manca poco. Possiamo farlo da soli, ma è un'occasione di dimostrare che il crowdfunding è uno strumento importante che ha un impatto sulle nostre economie".

Il crowdfunding sembra uno strumento promettente per stimolare le start-up africane e dare alle comunità locali la possibilità di partecipare al loro successo.