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Intelligenza artificiale: investimenti Africani e trattative commerciali Cina-Stati Uniti

Intelligenza artificiale: investimenti Africani e trattative commerciali Cina-Stati Uniti
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Benvenuti a Business line, il barometro globale che arriva dal centro commerciale City Walk nel cuore di Dubai.

Proprio in questo mese, leader mondiali ed innovatori si sono radunati al settimo World Government Summit emiratino.

Gli argomenti da discutere includevano l'economia digitale per governare l'intelligenza artificiale e il futuro del lavoro: lì c'era anche il rapper e produttore discografico Will.I.am, col fine di lanciare l’assistente personale Omega, tramite la sua start-up I.am+.

I.am+ e Omega

Come produttore musicale, sono pochi i riconoscimenti che Will.I.Am non ha collezionato: Grammy Awards, Emmy Awards e singoli numero uno in tutto il mondo.

Al pari di molte celebrità di successo, ora sta cercando di incanalare la sua influenza nel magico mondo degli affari.

WILL.I.AM, fondatore I.am +:

"Il nostro prodotto è per l'umanità, responsabilizza le persone con i dati: i nostri modelli di business non sono quelli di Facebook, Google e Amazon, ma abbiamo l’onere di ricominciare da zero e creare la nostra architettura dal basso verso l'alto".

Il gruppo di I.am+ ha collaborato col conglomerato di Dubai MAJID AL FUTTAIM per produrre l'assistente personale contestuale.

ALAIN BEJJANI, Amministratore Delegato:

"Abbiamo una soluzione tecnologica che non è soggetta a un modello di business in cui si monetizzano i dati delle persone, ma è effettivamente disponibile affinché le persone vivano una vita migliore".

Dopo il successo del processo in lingua tedesca, il lancio globale di Omega in inglese e arabo è avvenuto qui a Dubai.

WILL.I.AM, fondatore I.am +:

"Negli ultimi due mesi, abbiamo concentrato le nostre risorse affinché il sistema parlasse e comprendesse più dialetti dell'arabo, e nei prossimi due mesi li avrà imparati e sarà in grado di parlarli tutti".

L'elemento linguistico dell'apprendimento automatico è la prossima frontiera raggiunta dai dispositivi con alimentazione artificiale.

Omega ha la capacità di comprendere il linguaggio umano, quindi non occorre parlare quello dei robot.

Omega è progettato per prendere in consegna alcuni degli elementi più prevedibili della nostra routine quotidiana, come ad esempio aiutare per la cena.

WILL.I.AM, fondatore I.am +:

"Voglio fare gli spaghetti oggi, ecco cosa comprare per farli, quel tipo di esperienza d'acquisto in cui il contesto è il dialogo informatico è ciò che abbiamo progettato".

Rendere più facile per i clienti acquistare generi alimentari o prenotare biglietti per il cinema è uno dei motivi per cui Majid Al Futtaim è entusiasta della partnership.

Gestisce marchi globali come i cinema Carrefour e VOX nella regione mediorientale del Nordafrica, dove Omega verrà distribuito in anteprima.

I dispositivi basati sull'intelligenza artificiale sono sul punto di eliminare alcuni dei compiti più banali della nostra vita quotidiana: abbiamo già un'idea di come questa tecnologia potrebbe trasformare la nostre routine nel prossimo futuro.

REBECCA MCLAUGHLIN-EASTHAM, EURONEWS:

"Dopo quest'approfondimento, a margine del summit abbiamo anche parlato con l'Amministratore del gigante portuale DP World, che ha riferito ampiamente dei grandi problemi sul business nel 2019, dal miglioramento della gestione della catena di distribuzione in tutta l'Africa alla disputa tra Stati Uniti e Cina".

DP world

DP world ha una vasta rete di porti e centri logistici che si estendono in tutto il mondo: per il Presidente, il Sultano Ahmed bin Sulayem, investire nelle infrastrutture in tutto il continente africano è essenziale per la catena di approvvigionamento e, anche se a volte impegnativo, offre opportunità uniche.

SULTANO AHMED BIN SULAYEM, DP WORLD:

"L'Africa è un mercato importante, ecco perché ci vedete investire in Africa: lì, l'ostacolo ad una crescita maggiore è data dalle infrastrutture e dalla connettività.

Il commercio inter-africano è molto piccolo, dovrebbe essere più grande, ma paga lo scotto delle cattive strade, della mancanza di migliori trasporti, della mancanza di sistemi, e naturalmente di tariffe che scoraggiano i Paesi dal negoziare.

Stiamo investendo a Berbera, guardiamo alle opportunità in Etiopia, stiamo costruendo nella Repubblica Democratica del Congo, espandendo il nostro porto a Dakar e migliorandoci in Algeria.

Abbiamo un enorme parco industriale logistico in Egitto: anche una fase espansionistica in Egitto è in corso, e poi Mali, Kigali, Ruanda.

Quindi, da semplici operatori portuali, stiamo diventando abili nel commercio".

Alla domanda su come la guerra commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina stia influenzando i suoi piani, il Sultano non ha tentennamenti.

"Pare proprio che Trump abbia stipulato accordi - ribadisce - la gente pensava che quello con il Messico fosse una chimera, invece è accaduto, lo stesso vale per l'accordo con il Canada.

Perché non succede con la Cina? Succederà, ovviamente: entrambe le parti hanno bisogno del reciproco mercato, entrambe sono grandi mercati e dovranno scendere a patti, Trump e gli Stati Uniti vogliono un libero scambio equo e un accordo tra giganti risolverà tutto".

La querelle Stati Uniti-Cina

Dati i recenti sviluppi tra Cina e Stati Uniti, potrebbe esserci uno spiraglio di ottimismo: un nuovo round di negoziati commerciali tra le due maggiori economie mondiali è iniziato a Washington: il precedente ciclo di incontri a Pechino si è concluso senza un accordo, ma sia i funzionari cinesi che quelli statunitensi dicono che sono stati fatti dei progressi.

La Casa Bianca afferma che i negoziati mirano a realizzare progressi strutturali in Cina, che incidano sugli scambi bilaterali.

DONALD TRUMP, PRESIDENTE STATI UNITI:

"La vera domanda è questa: alzeremo le tariffe perché automaticamente aumenteranno al 25%, a partire da 200 miliardi di dollari di merci esportate?

So che la Cina vorrebbe non accadesse, penso stiano cercando di muoversi velocemente in modo che non succeda: vedremo cosa accadrà, posso solo dire che i colloqui con la Cina sul commercio sono andati molto bene, nel frattempo la nostra economia va forte".

Tra i punti fermi degli Stati Uniti, il cosiddetto furto di proprietà intellettuale cinese ed i trasferimenti tecnologici forzati, con destinazione asiatica.

La Cina nega tali pratiche ed è consapevole che i colloqui sono visibili agli occhi del mondo.

GENG SHUANG, PORTAVOCE MINISTERO ESTERI CINESE:

"Speriamo che Cina e Stati Uniti possano sforzarsi di attuare il consenso dei Capi di Stato durante i colloqui in Argentina, che possano lavorare sodo ed incontrarsi a metà strada per raggiungere un accordo accettato da entrambe le parti, in ossequio alle aspettative della comunità internazionale".

I negoziatori provenienti da Cina e Stati Uniti hanno dimostrato la ferma volontà di risolvere la controversia commerciale durante i colloqui in corso e dovrebbero far scaturire il modo per lavorare insieme affrontando i problemi.

TIM STRATFORD, PRESIDENTE CAMERA DI COMMERCIO USA IN CINA:

"Naturalmente, l'economia mondiale ne trarrebbe beneficio se entrambi i Paesi saranno in grado di risolvere le loro divergenze senza l'applicazione di tariffe ed altre cose che interrompano il normale tipo di rapporti economici tra loro".

Gli analisti stanno sollecitando i negoziatori a concentrarsi su un terreno comune, finalizzato a trovare una soluzione vantaggiosa per tutti.

Mentre è difficile isolare gli effetti delle tariffe a spirale sulle rispettive economie, sembra chiaro che della guerra commerciale non abbia beneficiato economicamente nessuna delle due parti.