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Orlen supera i colossi russi del petrolio in Borsa: è la più grande compagnia dell’Europa orientale

Orlen ha superato Rosneft per valore di Borsa.
Orlen ha superato Rosnieft per capitalizzazione di borsa. Diritti d'autore  ORLEN
Diritti d'autore ORLEN
Di Aleksandra Galka Reczko
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il 2026 segna una ridefinizione degli equilibri nel mercato mondiale dei combustibili. In Borsa Orlen ha superato prima Gazprom, poi Lukoil e Novatek, e di recente anche il colosso di Stato Rosneft

Orlen continua la sua corsa sui mercati finanziari e raggiunge un traguardo simbolico: nessuna compagnia petrolifera e del gas russa quotata in Borsa vale oggi più del gruppo energetico polacco.

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Grazie a una capitalizzazione superiore ai 170 miliardi di złoty, pari a circa 44,7 miliardi di dollari, Orlen ha superato nell'ordine Gazprom, Novatek, Lukoil e, più recentemente, Rosneft, diventando il principale gruppo energetico quotato dell'Europa orientale.

Una crescita costante in Borsa

Il 2026 si sta confermando un altro anno molto positivo per Orlen. Dall'inizio dell'anno il titolo ha registrato un rialzo del 45%, a cui si aggiunge un dividendo da 9 miliardi di złoty distribuito agli azionisti. La performance segue un 2025 già straordinario, chiuso con un incremento del 103% delle azioni e quasi 7 miliardi di złoty restituiti agli investitori.

La scalata è avvenuta in diverse fasi. A marzo Orlen ha superato Gazprom, la cui capitalizzazione era scesa sotto i 40 miliardi di dollari. A giugno ha oltrepassato anche Novatek e Lukoil, raggiungendo una valutazione record di circa 47 miliardi di dollari. Dopo il recupero del cosiddetto "dividend gap", a metà luglio è arrivato anche il sorpasso su Rosneft.

Il declino delle compagnie energetiche russe

Il confronto evidenzia il profondo cambiamento vissuto dal settore energetico russo negli ultimi anni. Gazprom, che nel 2021 aveva sfiorato una valutazione di 200 miliardi di dollari, ha perso circa l'80% del proprio valore rispetto ai massimi, penalizzata dalle sanzioni occidentali, dalla perdita del mercato europeo e dalle difficoltà di accesso ai capitali internazionali.

Anche Rosneft ha subito un forte ridimensionamento: nel giro di pochi mesi il gruppo ha perso circa il 20% della propria capitalizzazione, mentre rispetto ai massimi di marzo il valore delle azioni si è quasi dimezzato.

Nello stesso periodo, invece, Orlen ha continuato a rafforzarsi, registrando una crescita superiore al 170% rispetto ai livelli dell'ottobre 2022.

Orlen è tra i leader energetici europei

Grazie alla crescita della propria capitalizzazione, Orlen è oggi la terza compagnia petrolifera e del gas quotata nell'Unione europea, preceduta soltanto da TotalEnergies ed Eni. Considerando anche le società europee non appartenenti all'UE, come Shell, BP ed Equinor, il gruppo polacco occupa il sesto posto nel continente.

Secondo gli analisti, il risultato riflette non soltanto la fiducia degli investitori, ma anche la trasformazione industriale del gruppo, rafforzato dalle acquisizioni di Lotos e PGNiG e da una crescente diversificazione delle proprie attività.

L’impianto di metatesi è un complesso realizzato nello stabilimento produttivo Orlen a Płock, del valore di circa 400 milioni di złoty.
L’impianto di metatesi è un complesso realizzato nello stabilimento produttivo Orlen a Płock, del valore di circa 400 milioni di złoty. ORLEN

Sanzioni e guerra pesano sul settore russo

Le società energetiche russe continuano a scontare un contesto estremamente complesso. Oltre alle sanzioni internazionali, pesano le limitazioni all'accesso ai mercati finanziari, le difficoltà nell'export e il crescente rischio geopolitico.

A questi elementi si aggiungono i danni provocati dagli attacchi ucraini contro diverse infrastrutture energetiche russe, comprese importanti raffinerie come quelle di Ufa e Tuapse.

Secondo Jakub Wiech, esperto di energia del portale Elektryfikacja.eu intervistato da Euronews, Rosneft attraversa una fase particolarmente critica.

"Rosneft si trova in questo momento in una situazione estremamente difficile. Le raffinerie vengono danneggiate, mancano pezzi di ricambio a causa delle sanzioni e questo limita direttamente la capacità produttiva dell'azienda."

L'esperto sottolinea inoltre che la crisi si riflette anche sul mercato interno russo, dove si registrano carenze di carburante, limitazioni alle vendite e, in alcuni casi, la necessità di importare benzina da Paesi come India e Kazakistan.

Gli investimenti sostengono la crescita di Orlen

Sul fronte opposto, Orlen continua a beneficiare di un quadro favorevole. Il gruppo sta investendo in numerosi progetti strategici che spaziano dalle energie rinnovabili agli impianti di generazione elettrica.

Tra le iniziative figurano nuovi parchi fotovoltaici, impianti eolici, il progetto offshore sviluppato insieme a Northland Power e la nuova centrale a ciclo combinato gas-vapore di Grudziądz.

Secondo Wiech, questi investimenti, uniti agli elevati margini nel settore energetico, alimentano l'interesse degli investitori.

"Orlen è oggi una società che beneficia dei prezzi elevati dell'energia e dei carburanti e dispone di un portafoglio di investimenti accolto positivamente dal mercato. È uno dei gruppi che stanno crescendo più rapidamente nel panorama energetico europeo."

Nonostante il forte slancio di Orlen, gli analisti invitano alla prudenza. È difficile prevedere quanto potrà durare il rally del titolo, che si trova sui massimi storici.

Parallelamente, anche un eventuale miglioramento del contesto geopolitico non sarebbe sufficiente, secondo gli esperti, a riportare rapidamente le società russe ai livelli di valutazione precedenti alla guerra. Le sanzioni e il mutato equilibrio dei mercati energetici continueranno infatti a pesare sulle prospettive del settore ancora a lungo.

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