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Sei grandi economie UE spingono per Unione dei mercati dei capitali

Un dipendente della Borsa passa davanti a un pannello che mostra l'andamento dei titoli, ad Atene, mercoledì 9 aprile 2014.
Un dipendente della Borsa passa davanti a un monitor che mostra l'andamento dei titoli ad Atene, mercoledì 9 aprile 2014. Diritti d'autore  AP Photo/Thanassis Stavrakis
Diritti d'autore AP Photo/Thanassis Stavrakis
Di Eleonora Vasques
Pubblicato il
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Le sei maggiori economie dell’UE hanno trovato un’intesa su come integrare i mercati dei capitali, per sbloccare un accordo in una Bruxelles politicamente paralizzata.

Le sei maggiori economie dell’Unione europea chiedono di accelerare l’Unione dei mercati dei capitali, nel tentativo di imprimere impulso al processo legislativo a Bruxelles, secondo una lettera inviata venerdì alla Commissione europea.

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La lettera è firmata da Germania, Francia, Spagna, Italia, Polonia e Paesi Bassi, il cosiddetto gruppo E6, che cercano di superare le frustrazioni legate al percorso legislativo dell’UE, che a loro avviso ha frenato lo slancio politico e i benefici che la riforma dei mercati potrebbe portare.

«Mercati dei capitali più profondi e integrati sono essenziali per liberare il potenziale di crescita dell’Europa e garantire la sua capacità di agire in un contesto globale sempre più complesso», si legge nella lettera.

La legislazione sui mercati dei capitali a Bruxelles è considerata una delle principali priorità per il blocco, perché sostiene l’obiettivo di rendere l’Europa più competitiva sulla scena mondiale.

L’UE sta intensificando gli sforzi per rafforzare la propria competitività globale e ridurre la dipendenza da Stati Uniti e Cina. Per riuscirci, gli Stati membri promuovono un’agenda per la competitività in cui l’integrazione dei mercati dei capitali svolge un ruolo centrale.

L’obiettivo è creare un mercato unico dei capitali, che consenta al denaro – compresi investimenti e risparmi – di circolare liberamente oltre frontiera, senza barriere regolamentari.

Porre fine alla frammentazione

Al momento i mercati dei capitali sono in gran parte disciplinati da norme nazionali, con il risultato di un quadro frammentato per imprese e investitori.

I leader dell’UE ribadiscono da anni che completare l’Unione dei mercati dei capitali è una misura chiave per creare un mercato unico più favorevole alle imprese. Il blocco resta però diviso su come realizzare concretamente questa integrazione.

Tra le principali proposte dell’E6 per superare la frammentazione c’è il trasferimento di alcune competenze all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA).

Come in molti altri ambiti della legislazione europea, alcuni Stati membri sono riluttanti a cedere sovranità sulle norme che regolano i mercati dei capitali, e questo porta a una situazione di stallo con importanti conseguenze politiche.

Per sbloccare la normativa, l’E6 deve ottenere l’appoggio di altri nove Paesi. La proposta può andare avanti solo se ottiene il sostegno di almeno 15 Stati che rappresentino il 65% della popolazione dell’UE.

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