Mercoledì i principali indici azionari europei sono saliti di oltre il 3%, mentre il prezzo del petrolio è sceso grazie alle speranze di un accordo diplomatico nel conflitto iraniano.
Le Borse europee sono balzate al rialzo mercoledì mattina, sostenute dalle speranze di una svolta diplomatica nel conflitto con l'Iran, dopo che un articolo di Axios ha riferito che Washington e Teheran sarebbero vicine a un accordo-quadro in forma di documento di una pagina, pensato per porre fine alle ostilità e aprire la strada a negoziati nucleari più ampi.
Secondo il rapporto, le disposizioni previste includono una moratoria sull'arricchimento dell'uranio da parte dell'Iran, la revoca delle sanzioni statunitensi, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico navale.
Le autorità statunitensi si aspettano che l'Iran risponda su diversi punti chiave entro le prossime 48 ore e, secondo le fonti citate, descrivono i colloqui come il punto più vicino a un'intesa raggiunto dalle due parti dall'inizio del conflitto.
Le speranze di una svolta hanno esteso all'Europa il rally azionario globale, con diversi indici di riferimento in forte rialzo alle 15:30 CET. L'EURO STOXX 50 è salito del 3%, il DAX tedesco ha guadagnato il 2,8%. Il FTSE 100 di Londra è avanzato del 2% e il CAC 40 di Parigi del 3,2%.
Anche i prezzi del petrolio hanno ampliato le perdite, mentre l'allentamento delle tensioni geopolitiche ha attenuato i timori di interruzioni dell'offerta. Il Brent, riferimento internazionale, con consegna il mese prossimo perdeva il 5,9% a meno di 104 dollari al barile alle 15:30 CET, mentre il WTI, riferimento statunitense, cedeva oltre il 5,7% a poco più di 96 dollari al barile.
Nonostante il netto calo, i prezzi del greggio restano ben al di sopra dei circa 70 dollari registrati prima dell'inizio del conflitto.
I prezzi del petrolio avevano iniziato a scendere già in precedenza dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva annunciato che Washington avrebbe sospeso temporaneamente «Project Freedom», la missione navale di scorta alle navi nello Stretto di Hormuz, evocando «grandi progressi» nei colloqui con Teheran.
In un post su Truth Social, Trump ha spiegato che la pausa servirà a verificare se un accordo «può essere finalizzato e firmato», precisando tuttavia che il blocco statunitense dei porti iraniani resterà in vigore.
Rally dei mercati azionari, Samsung supera i 1.000 miliardi di dollari di valore grazie al boom dell'IA
Anche Wall Street ha aperto in rialzo, con i tre principali indici in aumento di quasi l'1% all'avvio degli scambi, sostenuti da dati sul mercato del lavoro migliori del previsto e dal rally generalizzato dei listini europei e asiatici.
Nel settore privato della prima economia mondiale il numero degli occupati è aumentato di 109.000 unità ad aprile, il ritmo più rapido da gennaio 2025 e ben oltre le previsioni, secondo i dati di ADP, offrendo segnali incoraggianti in vista delle cifre ufficiali sul mercato del lavoro USA.
In precedenza in Asia, il KOSPI sudcoreano è balzato del 6,5% a un nuovo massimo storico con la riapertura delle contrattazioni dopo la festività di martedì. I rialzi sono stati guidati da Samsung Electronics, le cui azioni sono salite di quasi il 13%, spingendo la capitalizzazione di Borsa del gruppo oltre i 1.000 miliardi di dollari per la prima volta.
Samsung, insieme alla rivale SK Hynix, si è affermata come uno dei principali fornitori di chip ad alte prestazioni che alimentano il boom globale dell'intelligenza artificiale. I titoli di SK Hynix sono cresciuti di circa il 10% nelle prime fasi di scambio.
Nel resto dell'Asia, l'indice S&P/ASX 200 australiano è salito di quasi l'1%, l'Hang Seng di Hong Kong è avanzato dello 0,7% e il Composite di Shanghai ha guadagnato l'1%.
I mercati giapponesi sono rimasti chiusi per una festività nazionale.
I future sugli indici statunitensi risultavano in rialzo sulla scia del rally.
Nel frattempo, i costi di finanziamento del governo britannico sono saliti ai livelli più alti da quasi tre decenni, sullo sfondo dei timori legati alle elezioni locali e all'aumento dei prezzi dell'energia. Il rendimento dei gilt trentennali è salito al 5,78%, il livello più elevato dal 1998, mentre i titoli decennali hanno superato il 5,10%.
Sul mercato valutario le principali divise si sono rafforzate contro il dollaro USA. L'euro è scambiato a 1,1775 dollari, mentre il biglietto verde è sceso a 155,95 yen contro lo yen giapponese. Anche la sterlina britannica è avanzata, scambiando a 1,3619 dollari a metà seduta in Europa.
L'oro è salito del 3,2% a 4.724 dollari l'oncia, mentre l'argento è balzato del 5,9% a 77,905 dollari.