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Spagna, arrestato il boss dell'hashish: maxisequestro di 11 tonnellate di droga

Immagine d'archivio della Polizia nazionale spagnola.
Immagine d'archivio della Polizia nazionale spagnola. -  Diritti d'autore  X: Policía Nacional
Diritti d'autore X: Policía Nacional
Di Maria Muñoz Morillo
Pubblicato il
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La Polizia spagnola ha arrestato a Tangeri il presunto capo di un'organizzazione criminale di narcotraffico dopo una latitanza di sette mesi. La maxioperazione ha portato a 86 arresti e al sequestro di quasi 11 tonnellate di hashish gestite tramite app crittografate

La polizia spagnola ha arrestato in Marocco il presunto capo di un'organizzazione criminale impegnata nel traffico di hashish. Le indagini, durate un anno e mezzo, hanno portato all'arresto dell'uomo a Tangeri e al sequestro di circa 11 tonnellate di droga.

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L'uomo, che secondo gli inquirenti era a capo di una delle maggiori reti di traffico di hashish in Spagna, ha vissuto da latitante per sette mesi prima dell'arresto.

Il presunto boss aveva lasciato la sua abitazione in un complesso residenziale di lusso a Madrid poco prima che la Polizia arrestasse buona parte dei vertici dell'organizzazione.

Lo scorso 8 ottobre gli agenti lo hanno rintracciato a Tangeri, Marocco, dove è stato arrestato in esecuzione di un mandato di cattura internazionale, grazie alla cooperazione di polizia e magistratura tra i due Paesi.

Il suo arresto ha chiuso l'ultima fase di una maxioperazione che finora ha portato a 86 arresti, 18 dei quali già in carcere, e al sequestro di 10,8 tonnellate di hashish.

Secondo gli investigatori, l'organizzazione faceva entrare ogni mese dal Marocco migliaia di chili di hashish, per poi distribuirli in Spagna e in altri Paesi europei.

L'indagine è ancora in corso e gli inquirenti non escludono nuovi arresti.

Una rete che comunicava attraverso applicazioni crittografate

L'indagine è partita all'inizio del 2025, quando gli agenti hanno scoperto che i presunti responsabili usavano piattaforme di messaggistica crittografata per gestire l'attività.

Attraverso tali piattaforme, la cupola organizzava l'ingresso della droga dalle coste spagnole e ne coordinava il trasferimento fino a Madrid.

Qui la droga veniva custodita nelle cosiddette guarderías: appartamenti in affitto e complessi residenziali, dall'aspetto discreto, che servivano per stoccare l'hashish e poi suddividerlo in partite più piccole da consegnare ai piccoli distributori.

La prima grande pista è arrivata alla fine del 2025, quando gli inquirenti hanno scoperto che il principale indagato aveva allestito una di queste guarderías in un appartamento del quartiere madrileno di Las Tablas, gestito dai suoi soci. In quell'abitazione sono state sequestrate oltre 2,1 tonnellate di hashish.

La fuga e la stretta sulla rete logistica

Nel marzo del 2026 una prima ondata di arresti ha colpito membri della cupola. Il boss però è riuscito a fuggire ed è rimasto irreperibile.

Da quel momento gli investigatori hanno cambiato strategia e hanno concentrato gli sforzi sulla rete di fornitori e sull'infrastruttura di trasportatori e depositi che permetteva all'organizzazione di continuare a operare senza il suo capo visibile.

Alla fine di giugno sono stati individuati e smantellati altri due punti di stoccaggio. In un'abitazione alla periferia di Madrid gli agenti hanno trovato oltre 960 chili di hashish e più di 12 chili di infiorescenze di marijuana. In un appartamento a Sanchinarro è stata sequestrata un'ulteriore tonnellata.

Il colpo più rilevante è arrivato in seguito, con la perquisizione di un capannone industriale a Silla, Valencia, dove erano stoccate 4,6 tonnellate di hashish pronte per essere trasferite a Madrid. Un attico nel quartiere di El Cañaveral ha completato l'elenco dei covi smantellati nella capitale.

Nella fase finale gli agenti hanno effettuato 13 perquisizioni tra Madrid e Guadalajara, che hanno portato a 29 arresti. Pochi giorni dopo il leader è stato catturato a Tangeri.

L'indagato si trova al momento in carcere in Marocco e sono in corso le procedure per la sua estradizione in Spagna.

Una rete strutturata minuziosamente

Secondo gli inquirenti, il massimo responsabile non si limitava a impartire ordini: dirigeva la logistica dall'inizio alla fine.

L'uomo trattava con i fornitori in Marocco, pianificava i trasporti via mare e su strada, acquistava i veicoli e gli immobili in cui veniva nascosta la droga e coordinava le persone incaricate di raccoglierla, trasferirla, custodirla e distribuirla.

Per dare un'apparenza legale ai profitti, l'organizzazione avrebbe utilizzato diversi strumenti: prestiti fraudolenti ottenuti tramite prestanome, acquisto di veicoli di lusso e immobili, fatture false emesse da società di copertura e buste paga fittizie.

Il caso più eclatante è quello dello stesso leader, che da anni risultava assunto come dipendente di un'azienda di arti grafiche. Secondo l'indagine, percepiva ogni mese oltre 5mila euro netti senza svolgere alcuna attività lavorativa effettiva.

Nel complesso dell'operazione sono state effettuate 33 perquisizioni: 23 a Madrid, sette a Guadalajara, due a Málaga e una a Valencia.

Oltre ai 10.800 chili di hashish e a più di 21,8 chili di marijuana, gli agenti hanno sequestrato due armi lunghe, quattro armi proibite, 25 veicoli, 15 orologi di lusso e quasi 466mila euro.

Degli 86 arrestati, 65 sono stati fermati a Madrid, dieci a Guadalajara, cinque a Valencia, tre a Málaga e uno in ciascuna delle province di Burgos, Almería e Gerona. Su di loro pendono le accuse, ancora da confermare, di appartenenza a un'organizzazione criminale, traffico di droga e riciclaggio di denaro.

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