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Reddito familiare dei giovani in Europa: come si colloca la Francia

Studenti si radunano dietro uno striscione: "Students for (R)Evolution" prima di una marcia contro le scuole sottofinanziate a Parigi, 13 ottobre 2026.
Studenti riuniti dietro uno striscione con la scritta "Students for (R)Evolution" prima di un corteo contro le scuole sotto-finanziate, martedì 13 ottobre 2026 a Parigi -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Servet Yanatma
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
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Le famiglie con giovani tra i 18 e i 24 anni hanno di norma un reddito disponibile equivalizzato più basso, ma secondo gli esperti questo dato non racconta tutto.

Negli ultimi mesi, le proteste si sono diffuse in diversi Paesi europei a causa dell’aumento del costo della vita, degli alloggi inaccessibili, dei bassi salari e della pressione sui servizi pubblici. In Francia, studenti e giovani sono stati in prima fila nelle proteste.

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Questo ha puntato i riflettori sulla Generazione Z europea.

Alberto Alemanno, esperto di diritto dell’UE, ritiene che definire le proteste come "rivoluzione adolescenziale" sia profondamente fuorviante e sottolinea che le mobilitazioni giovanili in Europa sono fenomeni molteplici e complessi.

Come si confrontano quindi i redditi dei nuclei familiari dei giovani in Europa? Qual è la situazione finanziaria delle loro famiglie? E come si colloca la Francia rispetto agli altri Paesi europei?

Pur non restituendo l’intera realtà, il reddito disponibile equivalente è un indicatore utile. È "il reddito totale di un nucleo familiare (fonte in inglese), al netto di imposte e altre detrazioni, disponibile per la spesa o il risparmio, diviso per il numero dei componenti del nucleo convertiti in adulti equivalenti", secondo Eurostat. Include anche le prestazioni sociali.

I dati Eurostat sono disponibili per i giovani tra i 18 e i 24 anni. Le cifre riguardano il reddito dei nuclei familiari in cui vivono, non quello guadagnato direttamente dai giovani.

In Francia, i giovani vivono in famiglie con un reddito mediano equivalente pari a 23.850 euro nel 2025, secondo Eurostat. La media UE è di 21.482 euro.

Tra 34 Paesi europei, che includono membri dell’UE, candidati all’adesione e Paesi EFTA, la Francia si colloca all’11º posto.

"In Francia, l’indicatore non tiene conto degli studenti che vivono da soli o in strutture collettive come le residenze universitarie (escluse dal campione)", ha dichiarato ad Euronews Business Anne Brunner, direttrice degli studi all’Osservatorio delle disuguaglianze.

Ha inoltre sottolineato che la fascia 18–24 anni è eterogenea: comprende sia studenti che vivono con i genitori sia giovani lavoratori, molti dei quali hanno poche o nessuna qualifica, sono impiegati in lavori precari e a rischio povertà.

La Svizzera registra il reddito mediano equivalente più alto per i giovani, con 52.206 euro. Seguono Lussemburgo (43.028 euro) e Austria (37.299 euro).

Tra le quattro principali economie dell’UE, la Germania ha il reddito più elevato con 26.330 euro. Italia (20.315 euro) e Spagna (19.338 euro) sono sotto la media europea.

La Macedonia del Nord (4.640 euro), seguita da Albania (5.736 euro) e Turchia (5.987 euro), presenta i redditi mediani equivalenti più bassi per i giovani tra i 18 e i 24 anni.

Questa cifra è inoltre meno della metà della media UE in Bulgaria (8.680 euro), Ungheria (8.576 euro), Serbia (7.754 euro) e Romania (7.237 euro).

Dati contro realtà

La segreteria del Forum europeo della gioventù rileva che il reddito è solo una parte dell’equazione. In alcuni Paesi, i giovani possono apparire più benestanti sulla carta perché restano più a lungo nella casa dei genitori. Ma dietro quelle cifre c’è una generazione che non può permettersi di andare via, affittare o comprare una casa e costruirsi una vita autonoma.

"Il paradosso è che i giovani sembrano stare meglio quando dipendono dalle famiglie più a lungo e più poveri quando escono di casa", ha spiegato la segreteria a Euronews Business.

I giovani restano indietro nella maggior parte dei Paesi

Confrontare la situazione dei giovani con quella dell’intera popolazione del loro Paese mostra se stanno restando indietro. Entrano in gioco diversi fattori.

"In generale, hanno meno esperienza lavorativa e un livello di istruzione più basso (spesso i giovani stanno ancora studiando) rispetto agli adulti più anziani. Inoltre, essere studenti è spesso associato a livelli di reddito inferiori. Anche le condizioni abitative possono incidere [come nei Paesi nordici]", ha dichiarato a Euronews Business Ilari Ilmakunnas, ricercatore senior al Centro finlandese per le pensioni (ETK).

In 28 dei 34 Paesi, i giovani vivono in famiglie con un reddito mediano inferiore rispetto al resto della popolazione.

Nell’UE, i giovani dispongono in media del 93,6% del reddito mediano dell’intera popolazione: 21.482 euro contro 22.939 euro.

In Francia, la quota è del 90,1%. I giovani vivono in famiglie con un reddito mediano inferiore di 2.609 euro rispetto alla mediana nazionale: 23.850 euro contro 26.459 euro.

Dove è più ampio il divario?

La Finlandia registra il divario più ampio. Qui i giovani vivono in famiglie con un reddito mediano di 22.277 euro, contro 29.740 euro per l’intera popolazione. Si tratta del 74,9% della mediana nazionale.

Danimarca (78,3%), Norvegia (82,7%), Lussemburgo (86,0%) e Svezia (88,2%) seguono la Finlandia.

Anne Brunner sottolinea che nei Paesi nordici le politiche pubbliche promuovono attivamente l’autonomia dei giovani, che lasciano la casa dei genitori più presto e vivono molto più spesso in modo indipendente.

"Il loro reddito familiare viene quindi misurato sulla base delle loro risorse, spesso modeste, invece che cumulato con quello dei genitori, il che allarga meccanicamente il divario rispetto al resto della popolazione. Un rapporto basso in questi Paesi non va quindi interpretato come segnale di maggior disagio", ha spiegato.

In sei Paesi, i giovani vivono in famiglie con redditi superiori a quelli della popolazione nel suo complesso. In Croazia, i nuclei familiari dei giovani hanno una mediana di 15.921 euro, contro 15.057 euro per l’intera popolazione.

La Croazia guida la classifica con il 105,7%, seguita da Malta (105,5%) e Slovenia (105,4%). Lituania e Austria sono entrambe al 102,1%. La Svizzera è al 100,5%.

L’Austria guida per potere d’acquisto

I livelli dei prezzi variano in Europa. Misurato in standard di potere d’acquisto (PPS), il reddito mediano equivalente dei nuclei familiari dei giovani tra i 18 e i 24 anni è più alto in Austria, con 33.052 PPS. Seguono Lussemburgo (32.391) e Svizzera (29.989).

In termini di PPS, la Francia (21.446) è al 13º posto, poco sopra la media UE.

La Germania (24.237) si colloca più in alto, mentre Spagna (21.272) e Italia (20.883) sono sotto la Francia, anche se con divari relativamente contenuti.

Albania (8.175), Macedonia del Nord (8.994) e Montenegro (9.955) hanno i valori più bassi.

Guardare oltre il reddito

Il Forum europeo della gioventù invita a guardare oltre il solo reddito e a considerare l’idea di salario sociale: alloggi accessibili, servizi pubblici, istruzione, sanità e protezione sociale che determinano quanto lontano può arrivare il nostro reddito.

"Una vita dignitosa non dovrebbe dipendere solo da un buon stipendio, o dal patrimonio familiare su cui contare. Richiede salari adeguati insieme a servizi pubblici solidi che rendano accessibili i beni essenziali", ha concluso la segreteria.

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