Tra i tre termini favoriti "Crashout", "Ragebait" e "Peak", a spuntarla è stato "Ragebait", eletto parola giovanile dell'anno 2026. L'annuncio è arrivato sabato alla Fiera del Libro di Francoforte.
"Ragebait" è la parola giovanile dell'anno 2026. Nel voto online il termine per contenuti mirati a provocare o fuorviare si è imposto sugli altri, come ha comunicato l'editore Pons Langenscheidt.
Per settimane si è potuto votare quale parola rappresentasse meglio i giovani. I favoriti erano "Crashout", "Ragebait" e "Peak". Insieme hanno raccolto complessivamente voti nell'ordine delle centinaia di migliaia. Alla scelta potevano partecipare i ragazzi tra gli 11 e i 20 anni.
Nella votazione online organizzata da Langenscheidt il 36,5% dei voti è andato a questo termine. "Ragebait" ha così superato di poco "Peak", che con circa il 34% si è piazzato al secondo posto. "Crashout" è arrivato terzo.
Ecco di nuovo, spiegati nel dettaglio, i tre termini favoriti:
Ragebait
Questo termine si riferisce a contenuti digitali sui social media. Indica post pensati per suscitare apposta una reazione. "Con opinioni volutamente provocatorie, affermazioni manifestamente false o idee completamente fuori scala si cerca di scatenare rabbia", spiega la giuria di Langenscheidt.
Le reazioni sono infatti la moneta di scambio su piattaforme come Instagram o TikTok. Dai commenti alle condivisioni, ogni reazione genera clic e visibilità. Più polemica c'è, più spesso un contenuto viene mostrato: l'algoritmo lo favorisce.
Crashout
Chi fa "Crashout" ha perso il controllo. "Perdere completamente la calma, dare di matto o esplodere emotivamente", così la giuria di Langenscheidt definisce il termine, che è già entrato nella top 3.
La particolarità è che non indica sempre una vera reazione esagerata. Il termine può essere usato anche in modo ironico, soprattutto quando dietro lo sfogo emotivo c'è solo una sciocchezza.
Peak
Questa parola, presa dall'inglese, può essere tradotta quasi alla lettera. Indica un picco, un apice, la vetta. "Se qualcosa è 'Peak', è il meglio del meglio. L'assoluto punto più alto, qualità massima o semplicemente 10/10", spiega la giuria di Langenscheidt.
Gli altri termini in gara nel voto 2026
In totale il 43% di tutti i voti espressi è andato ai tre termini di testa, si legge in una valutazione della casa editrice. Dal 2008 Langenscheidt individua ogni anno la parola giovanile dell'anno.
Per il portavoce della casa editrice Langenscheidt non sono mancate le sorprese. Il popolarissimo 67 (Six Seven), accompagnato da un gesto delle mani, è riuscito a entrare solo nella top ten, ma non tra i tre termini più votati. Più che di un significato preciso si tratta di un segno di appartenenza. Grazie a TikTok, ai meme sul basket e soprattutto al brano "Doot Doot (6 7)" del rapper statunitense Skirlla, la tendenza è diventata virale.
"Eravamo praticamente certi che 67 sarebbe finito nella top 3", hanno dichiarato i portavoce della casa editrice. "È l'ennesima prova di quanto il linguaggio giovanile sia imprevedibile e si evolva in fretta." Il fatto che molte parole siano anglicismi ha sorpreso meno l'editore: era già successo nel 2023.
Tra le proposte è ricomparso anche il grande classico "Digga", ma questo termine non è mai riuscito a conquistare il primo posto.
Tra i primi dieci è finita anche la frase "Du bist gut genug" di un brano di KitschKrieg, Shirin David e Blumengarten. La breve espressione è diventata virale su TikTok e su altre piattaforme e ha conquistato anche il pubblico internazionale. Secondo la giuria di Langenscheidt esistono ormai innumerevoli meme, remix e parodie.
Tra le dieci espressioni più popolari c'è anche il termine "Gute Käse", che non ha un significato letterale ma equivale a "davvero buono" e "stabile". "Macker" può indicare, a seconda del contesto, il boyfriend, la crush, un amico o semplicemente un tizio. "Schere" viene dal linguaggio del gaming e significa più o meno "scusa, è colpa mia".
Nella top ten è entrata anche un'altra lingua. La versione turca della parola "super" si è diffusa grazie a un video virale di un ultramaratoneta che, alla domanda "Come va?" dopo la corsa, ha risposto semplicemente "Süper".
"Mehrzweckeier" escluso dalla giuria
Quest'anno la giuria ha inoltre escluso un termine che era stato proposto moltissime volte: "Mehrzweckeier". L'espressione è nata durante una manifestazione contro la reintroduzione della leva obbligatoria. In origine su un cartello compariva la scritta "Merz leck Eier"; il cartello fu sequestrato dalla polizia. Il manifestante si è trovato di fronte a un'indagine per diffamazione e calunnia.
Successivamente una campagna sulla piattaforma Reddit ha invitato gli utenti a proporre il termine modificato "Mehrzweckeier" per la parola giovanile dell'anno 2026. La giuria lo ha escluso "perché il termine nasce da una campagna e allo stesso tempo si basa su un insulto personale", si legge nella motivazione. Soddisfa quindi due criteri fondamentali di esclusione, sottolinea la giuria.
"Gammelfleischparty": la primissima parola giovanile dell'anno
Nel 2008 "Gammelfleischparty" fu eletta come prima parola giovanile dell'anno. Indica una festa per over 30 ed è un ricordo cinico di come i giovani percepiscono quella fascia d'età.
Negli anni successivi sono stati scelti termini come "hartzen", "Swag" o l'acronimo "Yolo" ('you only live once') come vincitori.
Partecipazione mai così alta
Non da ultimo grazie ai social media e alla conduttrice Susanne Daubner, che al telegiornale "Tagesschau" aveva 'quasi' annunciato in anticipo la parola giovanile dell'anno, la votazione ha attirato questa volta un'attenzione enorme.
Secondo la giuria di Langenscheidt, il numero dei voti espressi è stato nell'ordine delle centinaia di migliaia.