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Grecia propone la sospensione del diritto d'asilo Ue nelle crisi migratorie

Richiedenti asilo che cercano di entrare in Grecia dal confine con la Turchia
Richiedenti asilo che cercano di entrare in Grecia dal confine con la Turchia -  Diritti d'autore  Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Di Vincenzo Genovese & Luca Bertuzzi
Pubblicato il
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Un regime speciale verrebbe attivato in caso di rapido aumento degli arrivi e di flussi migratori usati come minaccia ibrida da Paesi terzi. Diversi governi Ue appaiono favorevoli alla proposta, che potrebbe rientrare nella nuova risposta di emergenza della Commissione europea

Il ministro greco per la Migrazione e l'Asilo Thanos Plevris giovedì ha proposto di sospendere il diritto di presentare domanda di asilo nell'Ue nei casi di afflusso massiccio di migranti irregolari.

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La misura, giudicata controversa, rappresenterebbe un cambiamento importante nella politica migratoria del blocco, perché consentirebbe di rimpatriare i migranti senza una valutazione individuale delle loro richieste di protezione, con il rischio di 'respingimenti collettivi', vietati dal diritto Ue vigente.

La Grecia spinge perché la proposta sia inclusa nel European Emergency Response Framework (Quadro europeo di risposta alle emergenze), una nuova legge che la Commissione europea presenterà nei prossimi mesi per affrontare gli arrivi irregolari e la strumentalizzazione della migrazione alle frontiere esterne dell'Ue.

Atene ha proposto un meccanismo chiamato Special Derogation Regime (Regime speciale di deroga), che verrebbe attivato solo in circostanze eccezionali. I criteri includerebbero un rapido aumento degli arrivi irregolari, la pressione sulle infrastrutture locali e prove che i flussi migratori sono organizzati o facilitati da Paesi non appartenenti all'Ue.

Diversi Paesi Ue sostengono la proposta della Grecia in materia di migrazione

Se attivato, il meccanismo permetterebbe la sospensione temporanea delle domande di asilo, l'uso di procedure accelerate di rimpatrio e un'assistenza immediata da parte dell'agenzia europea di frontiera Frontex.

Secondo i diplomatici, la discussione è stata breve dopo che Plevris ha presentato la proposta al Consiglio Affari Interni a Lussemburgo. Ma diversi Paesi dell'Ue sembrano pronti a sostenere la misura. "C'era una chiara disponibilità a esaminare questa questione e vedere che cosa sia possibile", ha detto a Euronews un diplomatico dell'Ue. Polonia, Germania, Austria e Danimarca sono tra i Paesi che mostrano sostegno.

"Le procedure ordinarie d'asilo non possono svolgersi quando è evidente che (un afflusso massiccio di migranti) non è una situazione umanitaria, ma è provocato da traffici di esseri umani e atti di disinformazione", ha dichiarato ai giornalisti all'arrivo il ministro dell'Interno tedesco Alexander Dobrindt.

"Se 70mila persone, soprattutto giovani uomini, arrivano in un solo giorno, è ovvio che questo non ha nulla a che vedere con l'asilo (...) e allora non si può lavorare con le regole di prima", ha affermato il ministro dell'Interno austriaco Gerhard Karner.

La ministra belga per la Migrazione, Anneleen Van Bossuyt, ha aggiunto che non dovrebbero esserci 'tabù' quando si valutano misure per rendere più efficace il rimpatrio dei migranti irregolari.

Critiche alla proposta greca sulla sospensione delle richieste di asilo: senza precedenti sospendere diritto fondamentale

All'inizio della settimana, il Partito popolare europeo (European People's Party, EPP) ha appoggiato la sospensione del diritto di chiedere asilo in risposta ad "attacchi ibridi", in cui Paesi terzi facilitano migrazioni su larga scala per destabilizzare una frontiera dell'Ue.

La proposta è stata criticata da politici di sinistra, esperti di migrazione e organizzazioni della società civile, che ritengono che sospendere un diritto fondamentale sarebbe senza precedenti e potrebbe indebolire le garanzie esistenti.

Alcuni Paesi dell'Ue in passato hanno sospeso temporaneamente l'esame delle domande di asilo. La Grecia ha sospeso la trattazione delle richieste per un mese a marzo 2020 e di nuovo per tre mesi a luglio 2025, dopo un improvviso aumento degli arrivi via mare dalla Libia. La Polonia ha introdotto una misura simile a marzo 2025 per i migranti che attraversavano il suo confine dalla Bielorussia.

A livello dell'Ue, però, la sospensione del diritto di chiedere asilo resta allo studio. In base alle norme attuali, chi si trova in un Paese dell'Ue ha il diritto di presentare domanda d'asilo, che viene valutata caso per caso.

Le domande di asilo nell'Ue sono in calo dal 2023. Nella prima metà di quest'anno circa 332mila persone hanno richiesto asilo nei Paesi dell'Ue più Svizzera e Norvegia, il 17% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.

Nel corso della stessa riunione, i ministri dell'Ue hanno dato il via libera definitivo al "Return Regulation", una legge che punta ad accelerare il rimpatrio dei migranti che non hanno diritto legale a restare nell'Ue. Il regolamento consente ai Paesi dell'Ue di istituire centri di espulsione al di fuori del blocco, i cosiddetti hub di rimpatrio, tramite accordi con Paesi non appartenenti all'Ue.

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