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Vaticano, Leone XIV cancella i tagli agli stipendi voluti da Francesco per sanare il bilancio dopo Covid-19

Cardinal Cristobal Lopez Romero, Archbishop of Rabat, center, chats with Cardinal Jean-Marc Aveline, Archbishop of Marseille, Spain, Jun 09, 2026
Cardinal Cristobal Lopez Romero, Archbishop of Rabat, center, chats with Cardinal Jean-Marc Aveline, Archbishop of Marseille, Spain, Jun 09, 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Bernat Armangue
Diritti d'autore AP Photo/Bernat Armangue
Di Cecilia Attanasio Ghezzi & Agenzie
Pubblicato il
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Nel 2021 papa Francesco aveva introdotto una stretta sugli stipendi, in particolare a cardinali e superiori, a causa del calo degli introiti dai Musei Vaticani rimasti a lungo chiusi. Oggi Leone XIV la abolisce, ma rimane il nodo del blocco biennale dello scatto di anzianità

"Quelle misure di contenimento salariale adottate dal mio Predecessore con la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio 'Un futuro sostenibile', del 23 marzo 2021, che furono necessarie anche per far fronte all’eccezionale sfida della pandemia (...) possono ora essere superate, nella certezza che le Istituzioni della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano proseguiranno, con strumenti diversi, nell’impegno di garantire la sostenibilità economica".

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Lo scrive Papa Leone in una lettera motu Proprio, che, abrogando l'articolo 1 della disposizione di Papa Francesco, riconsegna ai cardinali il 10% dello stipendio precedentemente ridotto.

La nuova normativa sugli stipendi, resa nota lunedì 14 settembre, è stata firmata ed è entrata in vigore lo scorso primo settembre.

Quali erano state le misure di Papa Francesco sui salari

Francesco non aveva solo alleggerito gli stipendi dei cardinali di Curia. Era dell’8% la decurtazione salariale dei dipendenti della Santa Sede, del Governatorato e altri enti collegati inquadrati nei livelli retributivi C e C1, cioè quelli dei capi e dei segretari dei Dicasteri.

Diminuzione del 3% generalizzata pure per dipendenti, chierici o religiosi. Sulla stessa scia, il blocco degli scatti biennali (gli aumenti di stipendio che scattano ogni due anni) interessava tutto il personale in servizio ma nel caso di quello laico, riguardava i dipendenti dal quarto livello in su. Dunque non andava a toccare gli stipendi più bassi.

Queste misure furono adottate anche in relazione al calo degli introiti dei Musei Vaticani rimasti a lungo chiusi durante la pandemia di Covid-19. Si stima che, con oltre sette milioni di visitatori all'anno, portino alle casse pontificie circa 150 milioni di euro ogni anno.

Cos'ha deciso Papa Leone sui salari e sulle questioni economiche

Revocando il Motu Proprio del 2021, l'attuale Pontefice abolisce la norma ma non cancella quanto applicato mentre la legge era in vigore, incluso il blocco degli scatti biennali di anzianità.

Dopo l’elezione in Conclave, Leone aveva ripristinato la tradizione, interrotta all’epoca delle dimissioni di Benedetto XVI di un bonus di 500 euro ai dipendenti vaticani.

Come stanno le finanze vaticane

Jorge Mario Bergoglio si è impegnato molto per ridurre il deficit della Santa Sede, strutturalmente in aumento negli anni che lo hanno preceduto.

Di conseguenza il suo successore Robert Francis Prevost ha visto la situazione delle finanze vaticane migliorare, tanto che il bilancio consolidato del 2024 ha registrato un avanzo di 1,6 milioni di euro, dopo il deficit di 83 milioni del 2023.

A fianco dell’uno come dell’altro Papa c’è, su queste materie, Maximino Caballero Ledo, il segretario per l’Economia, una sorta di ministro delle finanze vaticane.

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