Sindaco ligure condannato a 2 anni per bracconaggio

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Di ANSA
Sentenza gup contro primo cittadino Triora e altri cinque
Sentenza gup contro primo cittadino Triora e altri cinque

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">IMPERIA</span>, 22 <span class="caps">APR</span> – Il gup Massimiliano Botti del<br /> tribunale di Imperia ha condannato oggi in primo grado e nelle<br /> forme del rito abbreviato a 2 anni e 4mila euro di multa il<br /> sindaco di Triora (Imperia) Massimo Di Fazio, accusato di porto<br /> illegale di armi e di caccia di frodo sia al di fuori del<br /> periodo venatorio che in aree protette. Il pm Luca Scorza Azzarà<br /> aveva chiesto 2 anni e 10 mesi. L’inchiesta risale al 2019 e le<br /> indagini vennero condotte dalla polizia postale attraverso<br /> intercettazioni telefoniche e ambientali condotte anche con<br /> l’uso di malware utilizzati per infrangere i sistemi<br /> informatici. Nella stessa inchiesta sono stati condannati anche<br /> Alberto Basile di Bordighera (4 mesi); Mattia Rizzo, di<br /> Badalucco (8 mesi e 2.200 euro); Lorenzo Rebaudo di Sanremo e<br /> Lorenzo Ascheri, di Bordighera (4 mesi), Germano Anfosso, di<br /> Isolabona (1 anno, 4 mesi e 2.600 euro di multa). Gli imputati sono tutti accusati, a vario titolo, di porto<br /> illegale di arma da sparo, bracconaggio e uccisione di animale.<br /> Il giudice ha poi accolto le istanze di non luogo a procedere<br /> per tre imputati che avevano scelto il rito ordinario e le tre<br /> richieste di messa alla prova ai servizi sociali. Il non luogo a<br /> procedere nasce dal fatto che i tre erano finiti sotto inchiesta<br /> sulla base delle intercettazioni telefoniche di un altro<br /> processo a carico del sindaco Di Fazio e per questo motivo<br /> inutilizzabili in base a un pronunciamento della Cassazione. Nei confronti del sindaco Di Fazio, in carica dal 2018, era<br /> stato pure contestato l’uso del fucile, malgrado la revoca del<br /> porto d’armi in Italia. La difesa, sostenuta dall’avvocato<br /> Alessandro Moroni, aveva cercato di dimostrare che l’attività di<br /> caccia si era svolta in territorio francese, dove era in<br /> possesso di regolare permesso. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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