Mamme e figli ucraini salvati in Austria da P.Civile Dolceacqua

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Di ANSA
Dalla Protezione civile ligure
Dalla Protezione civile ligure

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">VENTIMIGLIA</span>, 21 <span class="caps">MAR</span> – Due mamme in fuga dalla guerra<br /> con i rispettivi figli, un bimbo di pochi mesi, di nome George<br /> diventato la mascotte del viaggio umanitario e una ragazzina di<br /> circa 11 anni, sono stati prese in carico dalla Protezione<br /> civile di Dolceacqua, nel corso di una spedizione partita il 18<br /> marzo scorso da Ventimiglia e diretta in Ucraina, in particolare<br /> al campo profughi di Beregsurany, al confine con l’Ungheria. Le<br /> due famiglie, raggiunte alla stazione ferroviaria di Villach, in<br /> Austria, sono state portate a Ventimiglia, dove si sono<br /> ricongiunte ad alcuni loro connazionali francesi, che ora le<br /> ospitano dalle parti di Mentone, in Francia. “Quando abbiamo ricevuto la richiesta di aiuto – raccontano<br /> Igor Cassini della Protezione Civile di Dolceacqua, con il<br /> presidente Paolo Cammareri – abbiamo subito staccato un mezzo<br /> dalla colonna mobile, che stava rientrando in Italia dal confine<br /> con l’Ucraina, per dirigerci in Austria. Si tratta di due mamme<br /> scappate dai bombardamenti nei pressi di Leopoli, dove hanno<br /> perso tutto”. Le due donne con i figli, che hanno dovuto pagare un<br /> passaggio fino a Cracovia, in Polonia, hanno poi proseguito in<br /> treno fino in Austria. La mamma di George, in particolare, è<br /> scappata col proprio bambino in braccio, essendo troppo piccolo<br /> per camminare. Ha preso con sé pochi effetti personali raccolti<br /> in alcune borse, non potendo spostarsi con un carico troppo<br /> pesante, e si è diretta verso la Polonia. La colonna mobile era<br /> composta da quattro mezzi della Protezione civile di Dolceacqua,<br /> Ventimiglia e Pigna-Castelvittorio. Nel corso del viaggio, che in neppure due giorni e mezzo ha<br /> toccato cinque Stati (Italia, Slovenia, Ungheria, Ucraina e<br /> Austria), sono state consegnate circa due tonnellate e mezzo di<br /> aiuti umanitari (soprattutto medicinali, beni per l’igiene della<br /> persona e dei neonati; coperte e alimentari) ed è stata tratta<br /> in salvo un’altra famiglia – composta dal un uomo con i due<br /> anziani genitori e la cugina di lui con la figlia tredicenne di<br /> quest’ultima – che è stata portata in provincia di Bergamo, dove<br /> ad attenderla c’erano alcuni amici. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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