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L'epopea della TAV, una storia infinita

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L'epopea della TAV, una storia infinita

L'epopea della TAV, una storia infinita
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Decenni di dibattito, tutte le estenuanti discussioni e analisi alla Prefettura di Torino, quattro accordi internazionali tra Italia e Francia, la serie infinita delle marce di protesta con gli scontri in Valsusa, a ridosso dei cantieri, la chiusura e i blocchi sull'autostrada Torino Bardonecchia...l'epopea della linea ferroviaria veloce Torino-Lione è una successione di colpi di scena.

Le dimensioni dell'opera

I 57 chilometri di tunnel di base del Moncenisio, a doppia canna, e le due stazioni internazionali di Susa e di Saint-Jean-de-Maurienne rappresentano la tratta internazionale dell’Alta velocità Torino-Lione, opera che nella sua interezza diventa di 65 chilometri, destinata al trasporto di merci e passeggeri su ferro per trasformare l’attuale linea di montagna in un tunnel in pianura ad alta capacità. Dei 57 chilometri, 45 sono in territorio francese, 12,5 sul lato italiano.

Il costo della sezione transfrontaliera è di 8,6 miliardi di euro per il 40% cofinanziato dall’Unione europea, la quota restante suddivisa tra Italia (35%) e Francia (25%).

Gli anni Novanta sono stati l'inizio della vicenda quando già la Francia disponeva di una rete ad alta velocità di prima grandezza e l'Italia arrancava nel dotarsi di linee e treni veloci.

Ulteriori valutazioni del progetto

Il Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Danilo Toninelli (5 Stelle) nelle sue prime uscite pubbliche ha confermato quanto previsto dal Contratto di Governo: «Rivalutaremo questo progetto, insieme alla Lega, carte alla mano. Faremo sia valutazioni giuridiche che tecnico scientifiche».

Il sogno del corridoio numero 5

Il dossier della Torino-Lione è in fase avanzata dal punto di vista attuativo, ma arretra sul piano politico. Oggi si fatica a ricordare tutte le fasi della concezione e dei sussulti del progetto per la stesa di una ferrovia finalmente al passo coi tempi e passibile di rilanciare o consolidare gli scambi commeciali fra Italia ed Europa del nord nel solco di quel quinto corridoio che da Lisbona a Kiev poteva rappresentare per il sud dell'Europa un territorio più attivo e meno inquinato.