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Guida ai Mondiali di Russia 2018

Guida ai Mondiali di Russia 2018

Guida ai Mondiali di Russia 2018

Sì, lo sappiamo, l'Italia non ci sarà. Eppure, che ci piaccia o no, lì fuori - in Russia, per la precisione - quest'estate si continuerà ancora a giocare a pallone, e per di più ai massimi livelli.

Dal 14 giugno fino al 15 luglio, per 32 giorni, si tiene la 21esima edizione della Coppa del Mondo. La terza senza gli Azzurri. E allora, visto che lo show lì fuori continuerà come se nulla fosse, tanto vale arrivarci preparati. Non sia mai che decideste, nonostante tutto, di accendere la TV e godervi lo spettacolo.

Dove trasmettono le partite del Mondiale

Qui potete trovare un elenco di televisioni di tutto il mondo che hanno i diritti per trasmettere le partite, chi più, chi meno. In Italia, l'evento per la prima volta non sarà appannaggio delle reti RAI (nelle ultime edizioni in coppia con Sky).

Tutti e 64 i match saranno trasmessi gratuitamente da Mediaset: sul web e sui 4 canali principali (Canale 5, Italia 1, Canale 20 e Mediaset Extra). Nella terza giornata della fase a gironi, per non perdersi nulla le dirette si sdoppiano: su Italia 1 il match principale, sul canale 20 l’altro match. Radio105 sarà la rete dei Mondiali.

Tutte le gare si disputano in orari favorevoli agli utenti europei: 14, 16, 17, 20 con ben 22 partite nella fascia oraria (20-22)

10 partite imperdibili della fase a gironi

Se proprio avete deciso di farvi comunque una vita al di là del divano di casa, segnatevi perlomeno questi dieci appuntamenti:

Venerdì 15 giugno, ore 21: Portogallo - Spagna

Sabato 16 giugno, ore 16: Argentina - Islanda

Domenica 17 giugno, ore 21: Brasile - Svizzera

Lunedì 18 giugno, ore 21: Tunisia - Inghilterra

Giovedì 21 giugno, ore 18: Francia - Perù

Giovedì 21 giugno, ore 21: Argentina - Croazia

Sabato 23 giugno, ore 21: Germania - Svezia

Domenica 24 giugno, ore 21: Polonia - Colombia

Martedì 26 giugno, ore 17: Danimarca - Francia

Giovedì 28 giugno, ore 21: Inghilterra - Belgio

Maschere dei divi del calcio a Cuernavaca, Messico - . REUTERS/Henry Romero

Il primo Mondiale con la VAR

Il calcio si adegua al rugby: quello russo sarà il primo Mondiale con l'utilizzo della VAR (Video Assistant Referees), già testato in Serie A, Bundesliga e Primeira Liga. La tecnologia è sviluppata in collaborazione con l'International Football Association Board, l'organo che scrive le regole del calcio, per intenderci.

La Premier League non l'ha ancora introdotto sui suoi campi né lo farà l'anno prossimo, avendo chiesto la proroga dei test per un altro anno.

A Russia 2018 non assisteremo - si spera - ad episodi come quello del gol regolare non convalidato a Franck Lampard, il centrocampista inglese che nel 2010 segnò la rete del potenziale pareggio nell'ottavo di finale perso (4-1) contro la Germania. Corsi e ricorsi storici: 44 anni prima, nel 1966, l'Inghilterra vinse un Mondiale proprio contro la Germania e grazie ad un gol fantasma, di Hurst, che non era dentro ma venne giudicato regolare dal guardalinee sovietico Tofik Bakhramov.

C'è da dire che quell'episodio in Sudafrica cambiò un po' tutto: la FIFA, con tanto di ringraziamenti da parte di Blatter a Lampard, decise di adottare la goal-line technology, antesignana dell'odierna VAR. Venne introdotta quattro anni più tardi al mondiale brasiliano.

Telstar 18, la palla "incontrollabile" di Russia 2018

Anche quest'anno non mancano le polemiche sul pallone che tutte le squadre utilizzeranno durante la Coppa del Mondo. Il suo nome, Telstar 18, sembra quello di un asteroide e proprio come un asteroide sarebbe difficile da intercettare.

Così almeno hanno dichiarato alcuni portieri, mettendo letteralmente le mani avanti. Marc-André ter Stegen, David de Gea e perfino Pepe Reina si sono lamentati della "strana" palla, la cui copertura plastica in sei pannelli renderebbe "difficile da bloccare".

La produce Adidas e si ispira al primo pallone della casa tedesca mai usato in una Coppa del Mondo, nel 1970. Se volete comprarla originale costa 150€ sull'Adidas Store ma le repliche si aggirano intorno ai 35€.

Al netto delle polemiche, non si ripeterà la scena vista nella finale del primo Mondiale, in Uruguay, quando i padroni di casa e i vicini argentini litigarono su chi dovesse metterci la palla per poi accordarsi di fare un tempo a testa.

Il pallone ufficiale di Russia 2018 - REUTERS/Michael Dalder

Quali squadre NON ci saranno

L'Italia, naturalmente. Per la seconda volta nella sua storia non ci sarà il Tricolore sugli spalti: l'ultima estate senza Coppa del Mondo non se la ricorda chi ha meno di 60 anni visto che risale al 1958, uno dei punti più bassi nella storia della nostra Nazionale. Decisiva fu la sconfitta di Belfast 2-1 contro l'Irlanda del Nord che ci fece arrivare secondi nel girone di qualificazione. Nel 1930 fu invece la Federazione italiana a decidere di non partecipare ad una kermesse semi-professionistica e organizzata tra mille difficoltà, logistiche e politiche, dall'altra parte del mondo, in Uruguay.

Non se la passano bene neanche gli olandesi, inventori del "totaalvoetbal, calcio totale": si godranno il Mondiale senza poter tifare per la propria squadra del cuore, terza nel disastroso girone di qualificazione dietro Francia e Svezia.

Mancherà anche il Cile, vincitore delle ultime due edizioni della Coppa America, che si è clamorosamente tirato la zappa sui piedi da solo facendo uno sciagurato appello all'Arbitrato dello Sport contro la Bolivia, rea di aver schierato un giocatore che non poteva schierare. Così facendo ha ottenuto d'ufficio la vittoria invece del pareggio. Tre punti però sono andati anche ai rivali del Peru, che avevano anch'essi affrontato la Bolivia con in campo il giocatore sotto accusa, tale Cabrera. Se la Bolivia non avesse utilizzato Cabrera, o il Cile non avesse fatto ricorso, la Roja si sarebbe ritrovata con due punti in meno in classifica. Già, ma il Perù ne avrebbe persi addirittura tre. La nazionale di Vidal, chiudendo le qualificazioni davanti al Peru e a pari punti ma con miglior differenza reti rispetto al Paraguay, avrebbe guadagnato accesso ai playoff.

Ai Mondiali non ci saranno nemmeno il Cameroon, qualificato a 6 delle ultime 7 edizioni della Coppa del Mondo, e la Costa d'Avorio, sempre presente dal 2006 in avanti.

Normale o quasi l'assenza dei due Paesi più popolosi al mondo, Cina e India. Se i primi sono apparsi fugacemente solo al Mondiale coreano del 2002, gli indiani - ottenuta l'indipendenza nel 1947 - si qualificarono solamente nel 1950 ma decisero di non partecipare l'edizione brasiliana. C'è chi dice per paura del gruppo in cui erano stati inseriti (in cui figurava l'Italia); chi perché i costi da sostenere erano troppo altri per la Federazione locale e chi, infine, perché i calciatori si sarebbero sentiti rifiutare la richiesta di poter giocare scalzi.

Infine, niente "soccer" in Russia: gli "arcinemici" (geopoliticamente), gli Stati Uniti, non si sono qualificati perdendo addirittura l'ultima gara del gruppo contro Trinidad e Tobago. Consolazione: le tre volte vincitrici dei Mondiali, ovvero le calciatrici statunitensi, parteciperanno all'edizione femminile di Francia 2019.

Preparativi per la Coppa del Mondo a Manaus, Brasile - REUTERS/Bruno Kelly

La prima volta sul palcoscenico mondiale

Mancherà l'Italia, ma ci saranno nazionali meno avvezze alle luci della ribalta come Peru, Iran, Costa Rica e Tunisia.

Panama partecipa per la prima volta nella sua storia ad un Mondiale. Il giorno dopo la raggiunta qualificazione, il presidente della piccola repubblica centroamericana, Varela, ha dichiarato una giornata di festa nazionale (è successo anche in Peru). Lo storico risultato è stato dedicato alla memoria di Amilcar “Mickey” Henriquez, giocatore assassinato a colpi di pistola durante la campagna di qualificazione per motivi ancora tutti da appurare.

Come dimenticarsi poi della sorpresa di Euro 2016, l'Islanda, la più piccola nazione di sempre ad una Coppa del Mondo con appena 330mila tifosi in patria. La differenza la fanno le strutture all'avanguardia, gli allenatori di prim'ordine e gli investimenti pubblici nel settore degli ultimi anni. "To Russia With Love" ha twittato l'ex premier Bjarni Benediktsson, riassumendo il concetto con stile.

I favoriti dei bookmakers

Naturalmente Brasile, Germania, Francia, Spagna e Argentina (qui le quote). Ma se vi sentite fortunati, potete piazzare le vostre scommesse su Panama e Arabia Saudita, date 1000/1.

Il sito americano FiveThirtyEight, quello di Nate Silver che aveva azzeccato la vittoria di Obama alle presidenziali (ma da allora ha un po' fatto cilecca coi pronostici, basti pensare al Brasile dato vincitore nel 2014) ha scritto che il girone in cui è inserita la Russia - con Arabia Saudita, Egitto e Uruguay - è il più facile della storia moderna della Coppa del Mondo. Non solo: nessun gruppo di Russia 2018 è stato incluso tra i 10 più difficili da Messico 1986 in avanti. Le teste di serie veleggeranno spensierate verso la fase ad eliminazione diretta o ci saranno sorprese?

La mascotte

Si chiama Zabivaka™ e prende il testimone da Goleo VI (2006, Zakumi (2010) and Fuleco (2014). Si tratta di un lupetto e il suo nome significa "colui che fa gol". E' stata scelta da un sondaggio online su Fifa.com da oltre un milione di russi e svelata in diretta televisiva.

La prima mascotte di sempre si chiamava Willie, il leone di Inghilterra 1966, ma la più indimenticabile resta ovviamente Ciao, l'omino tricolore di Italia '90.

All'esterno della Rostov Arena con la mascotte Zabivaka

Gli stadi di Russia 2018

Il campionato del Mondo si giocherà in 11 città (qui un riassunto di chi giocherà dove, con tanto di mappina): Mosca, Kaliningrad, San Pietroburgo, Volgograd, Kazan, Nizhny Novgorod, Samara, Saransk, Rostov-sul-Don, Sochi e Ekaterinburg. Quest'ultima località, ad est degli Urali, è la più lontana: le partite si giocheranno con un fuso orario avanti di tre ore rispetto al nostro.

La partita inaugurale e la finale si disputeranno allo stadio Luzhniki di Mosca, con una capienza di 81.000 posti a sedere. Ha già ospitato una finale di Coppa UEFA (1999) e la finale di Champions League del 2008 ma ha subito un'importante ristrutturazione per essere all'altezza dell'occasione.

Le polemiche sul mancato rispetto dei diritti umani

Una guida di 44 pagine pubblicata da Human Rights Watch sintetizza alcune delle preoccupazioni legate all'organizzazione dell'evento e ai lavori per gli stadi e le infrastrutture. Nel rapporto, diffuso un mese prima del calcio di inizio, vengono condannate la sistematica repressione della libertà di espressione e di manifestazione da parte delle autorità; il ruolo della Russia in Siria; la situazione cecena e la pressoché totale assenza di diritti per i lavoratori impiegati nei cantieri di Russia 2018. I media hanno evidenziato il ruolo di decine di migliaia di lavoratori nordcoreani impiegati nella costruzione di infrastrutture e impianti, spesso in "condizioni di schiavitù".

Un lavoratore trasporta una replica della Coppa del Mondo a Shanghai, Cina - REUTERS/Aly Song

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