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Le notti elettro-pop di Lione

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Le notti elettro-pop di Lione

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Sono diventate ormai un must per gli amanti della musica elettronica: le Nuits Sonores. L’appuntamento che si svolge ogni anno a Lione. Uno tra gli eventi cult d'Europa. Locali invasi da giovani per ascoltare DJ e gruppi pop ed elettro-rock provenienti da tutto il mondo. Si balla e ci diverte dal pomeriggio all’alba.

L'elettronica anni '80 dei DAF

La musica elettronica è in circolazione dalla fine degli anni '70. Qui per le "Nuits sonores abbiamo incontrato i DAF, inventori della Electronic Body Music. Un festival multiculturale, dove ci sono sempre più donne dietro le consolle e sul palcoscenico, segno che il mondo dei Dj non è più così un universo solo maschile.

I DAF arrivano dalla città tedesca di Düsseldorf e sono stati tra i più importanti DJ di musica elettronica dagli anni '80. Fin dall’inizio hanno puntato su uno stile musicale provocatorio e testi in lingua tedesca dal contenuto innovativo. “A quell’epoca la musica rock era stata sostituita dal movimento Punk e la gente era molto interessata. Voleva assolutamente ascoltare questo nuovo genere", ci racconta Robert Görl. “Le nostre radici sono la musica punk. Volevamo usare questa energia e mixarla con nuovi strumenti e musica elettronica. Così abbiamo creato l’elektro-punk, un genere che non esisteva", prosegue Gabi Delgado-López, l'altro componente della band.

Girlpower alla consolle

Anche quest’anno qui al Festival Nuits Sonores di Lione sul palco tante dj. Giovani e piene di energia, conosciute e anche ben- pagate. Segno che il girlpower prosegue, come ha sottolineato, Direttore artistico del festival, Pierre-Marie Ouillon: "Siamo riusciti a fare una programmazione congiunta, che mostra come la società e i protagonisti dell'underground stiano cambiando il loro punto di vista. Abbiamo visto come le DJ donne siano sempre più numerose, e oggi siamo orgogliosi di per poter dire "Sì", abbiamo una programmazione mista e paritaria.”

Tra gli ospiti dell’edizione 2018 DJ Mozhgan Shariat. Nata e cresciuta a San Francisco negli States, la musicista ha origine iraniane. E sappiamo che in Iran la danza e la musica elettronica sono proibite: “Quando sono andata a trovare un amico non mi sono potuta esibire. Siamo andati a una festa in un locale nascosto ma non potevo rischiare, non potevo fare quello che ho fatto qui. Ovvero suonare ed esibirmi.”

Altra special guest la musicista francese Tiphaine Belin, conosciuta anche come "Tryphème". Utilizza i mixer e la sua voce per produtte una musica ibrida fatta di melodie e ritmi forti. “Adoro i miei computer e i miei mixer, producono quei suoni che mi ipnotizzano, sono una specie di terapia per me – mi fanno stare molto bene. Faccio questo genere di musica per ragioni molto egoistiche, lo faccio solo per me", dice Tiphaine Belin.

Sotto i riflettori anche il gruppo francese Afropunk "Tshegue", composto da Faty Sy Savanet, una cantante di Kinshasa che si è trasferita nella periferia parigina quando aveva nove anni. “Il nostro genere musicale si basa sulle percussioni , le percussioni sono qualcosa di primario, esprimono sentimenti, il battito del cuore. Quello che è veramente fantastico è che tutti possono sperimentare quello che le percussioni trasmettono. Una specie di trance. Questa è la musica elettronica ma anche la techno, puoi viaggiare con la mente e immaginare tutto quello che vuoi con i nostri brani”, sottolienea Faty Sy Savanet.

"Elettronica, techno, hip hop, house. Il festival ha una programmazione vasta, ma coloro che vi partecipano vogliono solo una cosa: divertirsi e ballare fino all'alba".

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