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Verso un'intelligenza artificiale made in UE

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Verso un'intelligenza artificiale made in UE

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Sempre più sofisticati i robot di nuova generazione ormai non sono più fantascienza ma una realtà a cui l'UE guarda con interesse. La Commissione europea nel prossimo bilancio intende promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie per l'intelligenza artificiale attraverso un investimento di circa 20 miliardi di euro all'anno, provenienti da denaro pubblico e privato.

"Bisognerebbe creare un clima in cui le start-up possano crescere facilmente, senza soccombere alle grandi aziende", sostiene Francis Wyffels, professore di robotica presso l'università di Ghent.

Tenere testa a Stati Uniti e Cina leader, nel settore non sarà facile. L'intelligenza artificiale presenta problemi di tipo etico, ma offre anche opportunità per migliorare la vita delle persone. In prima fila per accelerare lo sviluppo della tecnologia c'è il Belgio, che la settimana scorsa ha ospitato l'evento "Hack Belgium". Per Alexander De Croo, vice primo ministro belga, gli stati membri devono portate avanti un piano strategico improntato al pragmatismo.

"Una delle cose che ogni paese potrebbe fare, per esempio, è creare un centro di eccellenza per l'intelligenza artificiale capace di comprendere rapidamente quali sono i settori nel nostro sistema industriale classico in cui l'intelligenza artificiale può fare davvero la differenza. In Belgio, potrebbe trattarsi delle biotecnologie mentre in altri l'estrazione petrolifera. In questo modo si ha un risocontro pratico immediato e questi centri di eccellenza potrebbero aiutare le piccole e media imprese a fare uso dell'Intelligenza artificiale"

Gli sviluppatori aver paura dell'intelligenza artificiale, ma il suo impiego crescente nella vita quotidiana solleva interrogati vi su temi caldi, come la riservatezza.