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Emiliano a Euronews: accordo M5S-PD, "Renzi non può rimanere fuori altrimenti rischia di saltare tutto"

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Emiliano a Euronews: accordo M5S-PD, "Renzi non può rimanere fuori altrimenti rischia di saltare tutto"

Emiliano a Euronews: accordo M5S-PD, "Renzi non può rimanere fuori altrimenti rischia di saltare tutto"
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Nel giorno in cui Roberto Fico il Presidente della Camera ha ricevuto l'incarico esplorativo da Mattarella per verificare una possbile alleanza tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, ai microfoni di Euronews parla Michele Emiliano il Presidente della Regione Puglia che da prima delle elezioni sostiene il dialogo tra le due parti per la formazione di un governo.

Che disponibilità c’è da parte del Pd, nei confronti di questo negoziato sancito dall’incarico esplorativo del Presidente Mattarella a Fico? Un mandato che presuppone un’apertura del Pd nel suo insieme, quando sappiamo che fino a poco tempo fa, una parte del partito era contraria a trattare con il Movimento 5 Stelle

Io qualche mese fa persino prima delle elezioni in qualche modo intuendo quello che poteva accadere, avevo lanciato un appello all'allora Segretario Renzi per cominciare un processo di apertura programmatica su punti specifici di programma al Movimento 5 Stelle. Fino ad oggi questo processo, questo passaggio non è stato possibile, ma devo rinnovare l'appello a Renzi che continua a controllare gran parte del partito e di consentire a Martina e a tutto lo stato maggiore del partito di avviare questa complessa trattativa che porterà l'Italia ad avere un governo. L'Italia viene prima del Partito Democratico, l'Italia è più importante del Partito Democratico e devo dire che siccome i responsabili di questa legge elettorale siamo noi, è il Partito Democratico che si è inventato una legge, nella quale chi arriva terzo determina la maggioranza. Tenersi fuori stare sull'Aventino significa consentire una saldatura tra Il Movimento 5 Stelle e le destre. Se questo è un progetto politico del Pd, a me ricorda onestamente gli errori commessi prima del ventennio fascista.

E' chiaro che le condizioni non sono le stesse, la Lega è un partito di destra estrema ma non è un partito antidemocratico. Il Movimento 5 Stelle invece è un movimento magmatico che deve ricevere un imprinting e siccome la gran parte dei suoi elettori sono elettori di centrosinistra io penso che un rapporto schietto, leale, serio, basato sui fatti e non sulle chiacchere, che consenta al paese di avere un governo e quindi un'intesa politica reale tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico possa sbloccare questa situazione. Su questo punto, all'inizio ero solo, ricordo di essere stato preso in giro per quanto avevo detto, adesso siamo aumentati, siamo molti di più anche dentro il Partito Democratico ma Renzi non può rimanere fuori da questo processo altrimenti rischia di saltare tutto.

Renzi si è dimesso pero continua ad intervenire potrebbe essere un ostacolo a questa intesa con il Movimento 5 Stelle?

Mi auguro di no, perché il suo progetto originario che ormai è chiarissimo, quello di fare un governo con una parte del centrodestra spaccando le due ali estreme - il Movimento 5 Stelle e la Lega - non è piaciuto agli italiani . Gli italiani hanno votato in modo tale da rendere impossibile un governo tra Pd e Forza Italia, quindi un uomo politico in gamba, rapido un po' confuso dalla sconfitta come Renzi deve cambiare piano, quando gli elementi sul piano di battaglia sono cambiati in modo così radicale.

Renzi e Boccia hanno detto "non può esserci una trattativa parallela da un lato con i Dem e dall'altro tra leghisti e grillini": Lei concorda con queste parole? e soprattutto, è possibile liquidare il ruolo del centrodestra nelle trattative?

Ovviamente il Partito Democratico non può pretendere di arrivare terzo e poi di dettare al M5S una condizione di esclusiva. Lo dico in modo molto sincero. Il M5S, se chiudesse la possibilità a se stesso di fare un governo anche con le destre si consegnerebbe completamente a una trattativa col PD che a questo punto sarebbe molto complicata e difficile. È inevitabile che il Movimento 5 Stelle debba tenersi aperta anche un'altra strada. Ma abbiamo capito tutti che per una questione di equilibri interni e anche per una questione di compatibilità con il proprio elettorato il M5S avrebbe grande interesse ad un'alleanza con il Partito Democratico. Noi dobbiamo essere leali e corretti e consapevoli di non aver vinto le elezioni.

Lei dall'inizio è un sostenitore dell'asse tra il PD e il M5S: quali sono i punti in comune tra i due partiti, e perché secondo lei questa intesa è più convincente di quella tra M5S e Lega?

Innanzitutto noi abbiamo un'idea dello stato sociale che è simile o compatibile. Le nostre amministrazioni, per esempio la mia in Puglia, hanno dato vita a redditi di dignità, redditi di cittadinanza abbastanza simili a quelli del M5S. Abbiamo la stessa idea di riscatto di quelli che non contano niente, quelli che hanno le maggiori difficoltà. Siamo della stessa idea di tenere lontano il governo dalle lobby del carbone, del petrolio, del danaro, della finanza, e vogliamo in qualche maniera ricostruire l'alleanza delle persone che hanno bisogno dello stato di diritto per sopravvivere in modo dignitoso. Abbiamo la stessa concezione del lavoro: certo, il PD renziano ha fatto il Jobs Act, ma si può pure tornare indietro. Si può tornare anche ad una forma di Articolo 18 che consenta il reintegro nel posto di lavoro, senza il ricatto di ricevere in faccia un pugno di soldi in cambio del riconoscimento dell'illegittimità del licenziamento.

Si può soprattutto mettere al centro l'ambiente, il creato; si possono risolvere le crisi dell'ILVA, dell'Alitalia, stabilire dove devono arrivare i gasdotti, in modo condiviso e concertato con le popolazioni locali, senza conflitti.Insomma, dentro di noi c'è una cultura - parlo del Partito Democratico - che secondo me è poi in qualche maniera trasmutata dentro il M5S e sta evolvendo in maniera devo dire non sempre positiva, e quindi è importantissimo che queste due forze politiche dialoghino e ritrovino una strada comune.

Nel caso di un governo PD-M5S, Lei si sentirebbe pronto a un incarico?

No, assolutamente. Io sono presidente della Regione Puglia e quindi non sono disponibile per nessun incarico. Ho un ruolo che è molto importante, quindi non c'è nessuna possibilità che io possa cambiare funzione.