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Scontri al confine israeliano: 29 palestinesi uccisi, anche un giornalista

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Scontri al confine israeliano: 29 palestinesi uccisi, anche un giornalista

Scontri al confine israeliano: 29 palestinesi uccisi, anche un giornalista
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È salito a nove il numero dei palestinesi uccisi venerdì negli scontri con l'esercito israeliano sul confine tra Gaza e Israele. Secondo fonti mediche i feriti sono 1354, di cui 33 gravi. Tra i morti c'è anche il giornalista palestinese Yasser Murtaja, 30 anni, indossava un giubotto antiproiettile con su scritto press, è stato colpito nel sud della Striscia.

Mansour Al-Otaibi ambasciatore del Kuwait all'ONU ha detto: "Condanniamo con la massima fermezza l'uccisione e il ferimento di palestinesi che protestano, per i loro diritti inalienabili, da parte delle forze israeliane; ancora una volta rilanciamo la richiesta del segretario generale dell'Onu per la necessità di un'indagine indipendente e trasparente su questi incidenti e l'importanza di fornire protezione internazionale ai palestinesi".

I morti palestinesi in una settimana di proteste, dal 30 marzo, dall'inizio della 'Marcia del ritorno', sono stati almeno 29. Israele respinge le accuse della comunità internazionale per l'attacco a civili inermi. Il portavoce dell'esercito israeliano Jonathan Conricus, ha detto: "Non è affatto una manifestazione pacifica, è una sommossa che usa mezzi violenti. Lo scopo di questa rivolta, come afferma Hamas, che l'ha organizzata, è, come vanno dicendo, cancellare il confine penetrare in Israele".

Il movimento rivendica il diritto al ritorno di circa 700.000 palestinesi che sono stati cacciati o che sono fuggiti nella guerra che seguì la creazione di Israele nel 1948. La prima manifestazione il 30 marzo perché nello stesso giorno, nel 1976, sei israeliani arabi, cioê discendenti dei palestinesi restati in Israele, furono uccisi durante una manifestazione antisionista..