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Bielorussia, tra eredità sovietica e avvicinamento all'Europa

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Bielorussia, tra eredità sovietica e avvicinamento all'Europa

Bielorussia, tra eredità sovietica e avvicinamento all'Europa
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In questa nuova puntata di Insiders, il programma di attualità di Euronews dedicato agli eventi più importanti del mondo, ci occupiamo della Bielorussia (o Belarus, che è il nome ufficiale del paese, riconosciuto dalle Nazioni Unite).

La nostra inviata Valérie Gauriat è stata a Minsk, la capitale, e in altre zone del paese, in coincidenza con il 25 marzo, il "Giorno della Libertà", una data importante per tutti i bielorussi, perchè ricorda la proclamazione della Repubblica Popolare Bielorussa. Era il 1918.
Quest'anno, dunque, si è celebrato anche il Centenario.

Le piazze di Minsk si sono riempite di giovani e meno giovani, in uno sventolio prodigioso di bandiere bianco-rosso-bianco, il colore della vecchia bandiera bielorussa, mandata in soffitta dal presidente Alexander Lukashenko.
Non è ufficiale nemmeno la data del 25 marzo: la festa nazionale della Bielorussia, infatti, è il 3 luglio. giorno che ricorda - nel 1944 - la liberazione di Minsk dalle truppe tedesche.

La buona notizia è che, quest'anno, le celebrazioni del 25 marzo sono state non solo tollerate, ma anche "ufficializzate" dal governo: anche se per poche ore della domenica pomeriggio e solo nel perimetro cittadino previsto dalle autorità.
In realtà, qualche arresto "preventivo" c'è stato, come quello di Mikalai Statkevich, storico oppositore di Lukashenko e suo rivale alle elezioni del 2010. Ma è sembrata, quella della Polizia, più un'azione dimostrativa che una vera repressione. La maggior parte degli arrestati è stata liberata la sera stessa.

Niente a che vedere con la dura repressione del 2017, quando semplici cittadini, attivisti, giornalisti e diverse centinaia di persone erano finite in carcere, sull'onda della protesta per l'emanazione della cosiddetta tassa "sui parassiti sociali", i disoccupati.
Decreto legge abolito nel gennaio scorso.

Timidi segni di apertura?

Forse, ma non ancora sufficienti per potersi garantire un avvicinamento, gradito dalla Bielorussia, all'Unione Europa. Troppo poco ancora per allentare la morsa - soprattutto economica - di Mosca.

C'è ancora troppo da fare, in termini di diritti umani, di libertà di stampa, di democrazia.
"Non possiamo andare a letto in Unione Sovietica e svegliarci subito in uno Stato totalmente europeo e democratico", dice il ministro degli esteri Vladimir Makei.
Per dire: ci vuole tempo.

Già, ma quanto tempo?

E in un paese diviso tra la sua eredità sovietica e la sete di modernità, due gioventù convivono fianco a fianco.
Chi sogna la liberta, la democrazia, l'Europa.
Chi, invece, si sente parte integrante di questa società bielorussa, fieri del loro amore per la Patria e dei loro sentimenti patriottistici.

Anche per questo, la Bielorussia si trova di fronte al bivio dei cambiamenti della Storia.