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Russiagate: nuove accuse nei confronti di Paul Manafort

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Russiagate: nuove accuse nei confronti di Paul Manafort

Russiagate: nuove accuse nei confronti di Paul Manafort
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REUTERS/Joshua Roberts
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Il Russiagate si arricchisce di un nuovo capitolo. Paul Manafort, l'ex direttore della campagna elettorale di Donald Trump, avrebbe pagato 2 milioni di euro a ex politici europei affinché facessero lobby a favore dell'ex presidente dell'Ucraina, il filorusso Viktor Yanukovych.

Le nuove accuse, riportano i media americani, sono state formulate dal procuratore speciale per il Russiagate Robert Muller. Manafort avrebbe usato almeno quattro conti offshore per pagare i politici, chiamati informalmente il 'gruppo di Habsburg'. I politici nel gruppo includevano anche un ex cancelliere europeo: nei documenti depositati da Muller si legge che si trattava di un gruppo di ''super vip politicamente credibili che potevano agire informalmente e senza nessun visibile rapporto con il governo dell'Ucraina''.

Il pagamento di politici europei per fare lobby non è un reato in base alla legge americana. Ma l'accusa mossa contro Manafort è quella di aver illegalmente nascosto il suo piano di lobby per anni e non essersi dichiarato come agente per il governo dell'Ucraina e del presidente Yanukovych come richiesto dalla legge.

Poche ore prima Rick Gates, ex braccio destro di Manafort, si era dichiarato colpevole di cospirazione e di aver mentito agli investigatori che indagano sul Russiagate. Un'ammissione che lascia intendere che Gates sarebbe pronto a collaborare per ottenere uno sconto di pena: l'ex vicedirettore della campagna di Trump rischia fino a sei anni di prigione.