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L'avvocato di Abdeslam: la sparatoria non fu terrorismo

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L'avvocato di Abdeslam: la sparatoria non fu terrorismo

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Seconda giornata del processo a Salah Abdeslam, unico sopravvissuto del commando che colpì Parigi nel novembre del 2015. Come annunciato, non si è presentato in tribunale a Bruxelles, dove è imputato per la sparatoria con agenti di polizia avvenuta nel marzo del 2016, negli ultimi suoi giorni di latitanza.

Abdeslam si trova ora nella prigione di Fleury-Mérogis in Francia, dove sarà processato per terrorismo probabilmente nel 2020.

Il suo avvocato, Sven Mary, ha chiesto di giudicare il suo assistito per la sparatoria, di non pensare a Parigi. "Siamo lontani da un contesto terroristico", per quanto sparare a dei poliziotti sia di una "gravità estrema", "scappare da un arresto non è fare un attentato al Belgio".

Il legale ha poi citato Abdeslam, che nel primo giorno di processo ha pronunciato poche parole davanti al giudice prima di chiudersi nel silenzio, ovvero di concentrarsi sulle prove scientifiche. E ha aggiunto di non considerare la "follia dei media, della società, della sicurezza, che possono dare un'altra impressione.