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Venezuela, intimidazioni e sfiducia ai seggi delle elezioni municipali

La testimonianza di prima mano del nostro inviato a Caracas: opposizione a pezzi, minacce ai candidati, attivisti del chavismo che fanno da vedetta in motorino e clima di profonda disaffezione tra i votanti

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Venezuela, intimidazioni e sfiducia ai seggi delle elezioni municipali

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Reuters/Isaac Urrutia
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In Venezuela il partito del presidente Maduro ha vinto in più di trencento municipalità sulle 335 interessate dal voto amministrativo, l'ultimo prima della tornata elettorale presidenziale del prossimo anno. Secondo il Consiglio nazionale elettorale (CNE), il tasso di partecipazione si è attestato sul 47,32% con 9.139.564 votanti. Il Partito Socialista Unido (PSUV) ha conquistato le città più importanti del Paese e il governatorato di Zulia, dove c'è la città di Maracaibo. San Cristóbal, nell'ovest del paese, è finita in mano al partito di opposizione Copei. 

Point of view

La nostra leadership non ha saputo parlare alla gente, nascondendosi dietro gli inviti all'astensione

Kiko Bautista Candidato dell'opposizione

Questi i numeri ufficiali. Ma cosa è successo davvero alle urne? Il nostro inviato Alberto De Filippis, a Caracas, ha potuto visitare almeno 10 differenti stazioni di voto e dipinge in esclusiva un quadro a tinte decisamente fosche.

Municipal Elections in Venezuela, 10/12/2017

Irregolarità ai seggi?

Delusa l'opposizione. Tre dei suoi principali partiti non hanno partecipato per sfiducia nelle istituzioni. Nonostante la propaganda, riferisce De Filippis, sono probabilmente le elezioni meno partecipate della storia del Venezuela. 

Si sono svolte in un contesto di crescente inflazione, penuria di cibo e medicinali e misure giudiziarie che hanno portato all'arresto di alcuni dissidenti. 

Telecamera alla mano, De Filippis e gli operatori di euronews hanno controllato la situazione di almeno 10 differenti stazioni di voto nel corso della giornata. Davanti a ciascun seggio, i chavisti hanno chiesto alle persone che si recavano alle urne il loro "Carnet de la Patria", un documento necessario per ottenere molti benefit, dalle razioni di cibo ai medicamenti. Gli attivisti agli ordini del governo erano a pochi metri dalle cabine di voto, attivamente impegnati a promuovere i candidati del chavismo. 

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"Abbiamo visto centinaia di attivisti muoversi in motocicletta da  un punto all'altro ogni volta che l'opposizione cercava di organizzare delle proteste. Nonostante il silenzio elettorale, abbiamo ricevuto degli sms sul numero venezuelano con indicazioni di voto per il candidato chavista", testimonia De Filippis. Chi ha invitato al boicottaggio è stato prontamente allontanato dai seggi. 

Nessun funzionario né attivista in favore di Maduro ha accettato di rispondere alle nostre domande. 

Opposizione a pezzi e scarsa affluenza

Kiko Bautista, candidato dell'opposizione, ha accettato di parlare con noi (nascondendosi, durante l'intervista, dai soldati). "L'astensione non è una sorpresa. La partecipazione è molto scarsa. Le persone non votano perché disprezzano SIA il governo SIA l'opposizione. Dovremmo farci delle domande sui nostri errori. Il più grande è stato quello di dissolvere l'unità dell'opposizione e di cominciare a farci la guerra tra noi. La gente crede che l'unità sia la chiave per vincere. La nostra leadership non ha saputo parlare alla gente, nascondendosi dietro con gli inviti all'astensione. È stato un errore nel 2005 ed è stato un errore nel 2017".

Dopo lo scrutinio il presidente Maduro ha rilanciato l'invito al dialogo con l'opposizione, ora impegnata in una profonda autocritica.

Minacce a Torrealba

Jesus "Chuo" Torrealba, ex segretario della Mud, ha denunciato tentativi di intimidazione chavisti al seggio. Gli attivisti agli ordini del governo Maduro gli hanno scattato fotografie, hanno impedito alla troupe di euronews di girare e lo hanno minacciato.

"È una catastrofe", ha commentato ai nostri microfoni. "Se vogliamo risolvere i problemi venezuelani in modo pacifico il tentativo deve essere fatto con una forte partecipazione popolare. Qui oggi il diritto di espressione è stato attaccato. Da una parte il governo ha frodato condizionando il diritto di voto dei cittadini, e dall'altra l'opposizione si è frantumata ed è incoerente, cosi che i cittadini non credono più nemmeno in essa".