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Gerusalemme: Stati Uniti isolati al Consiglio di sicurezza

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Gerusalemme: Stati Uniti isolati al Consiglio di sicurezza

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Al Consiglio di sicurezza, gli Stati Uniti sono apparsi più isolati che mai. Nel corso della riunione è stata espressa viva preoccupazione in seguito al riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d'Israele da parte di Washington. 

L'inviato speciale dell'ONU per il processo di pace in Medioriente  Nickolay Mladenov ha detto:

"C'è il serio rischio di assistere a un concatenarsi di azioni unilaterali che potrebbe allontanarci dal nostro obiettivo di pacificazione. È indispensabile che nei giorni a venire i leader dimostrino saggezza e facciano ogni sforzo per tenere a bada gli elementi più radicali."

La riunione urgente era stata chiesta da otto membri su 15: Svezia, Francia, Regno Unito, Bolivia, Uruguay, Egitto, Senegal e Italia; l'ambasciatore Sebastiano Cardi ha tra l'altro indicato che l'Italia manterrà la propria ambasciata a Tel Aviv. 

Ma gli americani non hanno bisogno di lezioni ha detto la rappresentante Nikki Haley:

"Per molti anni le Nazioni Unite sono scandalosamente state uno dei perni mondiali dell'ostilità contro Israele. L'ONU ha fatto molto più danno alle prospettive per la pace in Medio Oriente di quanto le abbia fatte avanzare. Gli Stati Uniti, invece, sono ritenuti credibili da entrambe le parti. Lo stato di Israele non sarà mai, e non dovrà mai essere costretto a un accordo imposto dalle Nazioni Unite o da qualunque serie di Paesi che abbiano già dimostrato il loro disperezzo per le sue esigenze di sicurezza."

L'osservatore permanente dell'autorità palestinese Riyad Mansour ha invece apprezzato i contenuti espressi nel corso della seduta.

"Siamo soddisfatti del fatto che ci siano 14 paesi nel Consiglio di sicurezza che difendono la legislazione internazionale, difendono le risoluzioni dello stesso Consiglio su Gerusalemme e che respingono le decisioni unilaterali e illegali prese dal presidente Donald Trump due giorni fa."

La posizione europea

I cinque rappresentanti europei hanno fra l'altro detto che Gerusalemme dovrà essere la capitale di due stati - Israele e Palestina - in mancanza di accordo, non riconosceranno nessuna sovranità sulla città, l'Unione Europea non riconoscerà nessun cambiamento rispetto alle frontiere del 1967 che non sia concordato fra le parti.

Considerato il potere di veto di Washington, in quanto membro permanente del Consiglio, è stato impossibile far passare qualunque risoluzione o dichiarazione sull'argomento.