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Viaggio nelle piantagioni di banane ivoriane

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Viaggio nelle piantagioni di banane ivoriane

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I frutti della sua terra fanno gola ai consumatori europei e senza le importazioni dall’Africa molti supermercati del vecchio continente sarebbero vuoti. Promuovere lo sviluppo economico e agricolo è uno dei punti del vertice tra UE ed Africa in corso in questi giorni ad Abidjan in Costa d’avorio, paese che produce 300.000 tonnellate di banane all’anno e che punta ad arrivare a 500.000 entro il 2020.
Come spiega la nostra corrispondente Isabel Marques da Silv, l’Africa dovrà generare fino a 380 milioni di posti di lavoro da qui al 2030, di cui 200 dovranno essere in agricoltura e aree rurali. La sfida è modernizzare l’agricoltura per attrarre i giovani e renderla sostenibile dal punto di vista ambientale.
La piantagione di banane “Nieky” è uno stabilimento di 1250 ettari dove lavorano più di 1500 impiegati che ricevono circa 180 euro. Le banane sono esportate verso Francia, Belgio e Regno Unito. La compagnia ha creato una scuola e un’infermeria a disposizione dalla popolazione locale. “Qui livello di remunerazione è corretto – afferma Kossomina Ouattara, direttore tecnico-. Esistono sistemi di protezione sociale, abbiamo centri sanitari, assicurazioni sanitarie. Possiamo lavorare in una piantagione e prenderci cura della nostra famiglia e nutrirla senza problemi, i giovani devono vedere il lavoro nei campi come qualsiasi altro impiego. Si può lavorare in una piantagione per una compagnia come la nostra, oppure si puo decidere di stabilire la propria piantagione “.
Fimato nel 2000 l’accordo do Cotonou ha posto le base per la cooperazione commercial tre UE ed Africa. Ma la scadenza del 2020 si avvicina e l’Europa vuole firmare accordi commerciali che abbassino le tasse per le importazioni europee. Jean-Marie Kakou Gervais, presidente dell’associazione di produttori di banane della Costa d’Avorio ritiene che un accordo di questo tipo danneggerebbe le imprese locali.
“Se in questi mercati non veniamo protetti non saremo competitivi, è una battaglia che stiamo combattendo a livello dell’Unione europea. A meno di 75 euro a tonnellata, la nostra attività di banane scomparirà”.