ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Sicilia, terra di fantasmi tragici

Con "Sicilian Ghost Story" i due registi Piazza e Grassadonia evocano una delle peggiori infamie di Cosa nostra

Lettura in corso:

Sicilia, terra di fantasmi tragici

Dimensioni di testo Aa Aa

Giuseppe di Matteo, ragazzino siciliano sequestrato nel 1993 dalla mafia perchè figlio di un collaboratore di giustizia, resterà 779 giorni nelle mani dei suoi carcerieri, prima di essere ucciso e sciolto nell’acido.

Vite cheinsegnano(19) – Giuseppe Di Matteo https://t.co/zcDCB2RIEP pic.twitter.com/ih9B7k06gS

— Giornalismoonline (@RosebudGiornali) September11, 2017

Un racconto sul caso firmato da Marco Mancassola ha suggerito ai due registi Antonio Piazza e Fabio Grassadonia questa storia d’amore di adolescenti che si smarca da una delle peggiori infamie della criminalità organizzata. Il film è stato presentato al Festival del Cinema Italiano di Annecy, Francia.

Giovanni Brusca organizza il sequesto del bambino di Di Matteo certo che il padre interromperà la collaborazione con magistrati e polizia. La soppressione di Giovanni di Matteo chiude gli anni peggiori della storia della criminalità organizzata in Sicilia, gli anni Ottanta e Novanta quando la violenza e la sopraffazione mafiosa dominavano l’isola e segnarono, secondo gli autori, l’apice di quella violenza, di quella atroce disumanità.

Da quel momento Cosa nostra viene parzialmente demolita dalle forze dell’ordine e si può dire che la mafia di Riina e di Brusca venne sconfitta dallo Stato.

Nel 2011 Piazza e Grassadonia si imbattono in un racconto di Mancassola contenuto nella raccolta di racconti che s’intitola “Non saremo confusi per sempre” in cui sono selezionati 5 casi della peggiore cronaca della recente storia italiana, fatti che non hanno mai trovato una soluzione, una pacificazione, che non hanno alcuna possibile redenzione per nessuna delle vittime di questi fatti. Una rappresentazione del male assoluto. Fra le 5 storie c‘è anche quella di Giuseppe Di Matteo.