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Turchia, altri 110 arresti tra i sostenitori di Gulen

Azzerata la Kaynak Holding, azienda che si occupa di giornali e televisione. Gli arrestati, secondo la polizia, erano in stretto contatto con il predicatore, considerato da Erdogan la mente del fallito colpo di stato del 2016.

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Turchia, altri 110 arresti tra i sostenitori di Gulen

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L’ulteriore giro di vite del presidente turco Erdogan ha azzerato la Kaynak Holding, grande azienda che si occupa di giornali, televisione, istruzione e turismo. Tra Istanbul, Ankara, Smirne, Bursa e in totale 24 province, venerdi la polizia ha effettuato l’arresto di 110 persone, manager e lavoratori della Kaynak, accusati di appartenenza ad organizzazioni terroristiche.

L’azienda avrebbe avuto stretti contatti con Fetullah Gulen, il predicatore autoesiliatosi negli Stati Uniti considerato da Erdogan l’ispiratore del fallito colpo di stato del luglio 2016, costato la vita a 290 persone.
In un’altra operazione, sono stati arrestati altri 38 ex dipendenti delle scuole di Gulen, ora chiuse. In manette anche il noto attivista Osman Kaval, co-fondatore della casa editrice Iletisim e presidente dell’associazione Anadolu Kultur.

Dal golpe ad oggi, piu’ di 50mila persone sono state imprigionate, oltre 150mila sospese dal lavoro o addiritture sparite. Un centinaio di aziende, sequestrate dal governo, sono ora gestite da amministratori nominati da Erdogan.