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Brexit: per il Parlamento UE non sono stati fatti progressi sufficienti

A Strasburgo i parlamentari hanno chiesto ai leader europei di rinviare la valutazione sull'avanzamento dei colloqui con Londra

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Brexit: per il Parlamento UE non sono stati fatti progressi sufficienti

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Da Strasburgo arriva una pesante bocciatura circa l’andamento dei negoziati sulla Brexit. Con una risoluzione, martedi gli eurodeputati hanno invitato gli Stati membri a posticipare la loro valutazione sull’avanzamento dei colloqui con Londra per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. I leader europei nel prossimo vertice UE saranno chiamati a decidere se sono stati compiuti i passi avanti necessari per poter entrare nella seconda fare dei negoziati ma, come ha ammesso Michel Barnier, permangono ancora molte divergenze. “Ad oggi – ha affermato il negoziatore capo – non abbiamo ancora fatto abbastanza progressi”.
Restano da chiarire ancora i punti chiave del processo di uscita ossia: i diritti dei cittadini, i confini in Irlanda del Nord e gli obblighi finanziari che Londra è chiamata a rispettare. Solo allora sarà possibile parlare delle future relazioni tra i due partner.


Philippe Lambert, deputato belga dei Verdi, spiega che“ci è voluto molto tempo tempo, soltanto la settimana scorsa il governo britannico ha acettato di pagare in virtù di un obbligo giuridico derivante da 45 anni di partecipazione all’interno dell’Unione europea”.
Ma su questo punto è scontro di cifre: Londra si è detta disposta a riconoscere 20 miliardi di euro mentre il conto presentato da Bruxelles parte da 60 miliardi. In aula si è fatto portavoce delle istanze britanniche l’euroscettico Nigel Farage “ci avete trattato come degli ostaggi – ha esclamato – dobbiamo pagare un riscatto e dobbiamo accettare le vostre richeste prima di poter avere una conversazione intelligente sulle questioni commerciali”.
Come riferito dalla nostra corrispondente, Isabel Marques da Silva “la pressione a cui è sottoposto il primo ministro britannico da parte del suo governo ha acceso il timore degli eurodeputati che temono un ristagno dei negoziati sulla Brexit. Ma è difficile credere che verranno fatti abbastanza progressi entro il vertice europeo del 19 e 20 ottobre dove si deciderà se i negoziati potranno entrare nella fase successiva”.