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Cipro e i "passaporti d'oro": 2 milioni di euro per la cittadinanza

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Cipro e i "passaporti d'oro": 2 milioni di euro per la cittadinanza

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Il sistema dei “visti d’oro” che sarebbe stato messo in pratica dal governo cipriota, solleva accuse e polemiche. Solo lo scorso anno sono stati rilasciati 400 passaporti, e dal 2013 il governo dell’isola ha incassato 4 milioni di euro. Per i critici, si rischia di offrire, dietro corrispettivo, un documento legale a criminali e corrotti. Un rischio che il ministro delle Finanze di Nicosia esclude: “Nessuno che sia coinvolto in azioni terroristiche avvenute in Europa negli ultimi anni ha ottenuto un passaporto cipriota. Non credo siano veritiere le accuse di vendita dei passaporti ciprioti. Lo Stato di Cipro non lucra un solo euro”.

Nella lista dei “nuovi ciprioti” figurano personaggi discussi, come Rami Makhlouf, cugino di Bashar al-Assad, o l’ucraino Igor Kolomoisky, ex governatore regionale e cofondatore di Privatbank. La Commissione europea dal canto suo si mostra prudente, e si limita a confermare l’esistenza di “discussioni” tra Bruxelles e Nicosia: “Dal 2014 la Commissione ha continuato il dialogo con le autorità cipriote, per assicurare un legame corretto tra il paese e gli investitori che chiedono la naturalizzazione. Nel quadro del dialogo le autorità cipriote hanno riformato la legge alla fine del 2016. La Commissione resta impegnata nel dialogo con Cipro sull’applicazione della legge riformata”.

In base alle norme, per ottenere la cittadinanza cipriota bisogna investire almeno 2 milioni di euro in beni immobili, o 2 milioni e mezzo in titoli di debito pubblico.