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Stato dell'Unione: nel discorso di Juncker manca un approccio sociale

Il Presidente della Commissione europea sostiene che la crisi economica sia ormai finita, ma il suo ottimismo incontra critiche da vari fronti

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Stato dell'Unione: nel discorso di Juncker manca un approccio sociale

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Che fine ha fatto l’Europa sociale? Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, mercoledì il presidente della Commissione europea passerà in rassegna le sfide che attendono i 28 per i prossimi mesi. Ma il suo ottimismo circa i risultati economici e finanziari finora conseguiti si scontra con la visione dell’ex ministro greco delle finanze, che accusa Juncker di ignorare la realtà sociale. “O Juncker e i suoi festeggiamenti sono giustificati – tuona da Bruxelles Yanis Varoufakis, in città per presentare il suo progetto politico “Diem25” – oppure gli avvertimenti di Macron sono validi. O la crisi è finita, come il presidente della Commissione europea ha intenzione di annunciare, oppure è viva e vegeta e pronta a consumare l’Europa, come avverte il presidente francese”.
La disoccupazione rimane ancora il tallone d’Achille delle politiche europee che non sono riuscite a tutelare e garantire i diritti dei cittadini.
“Le decisioni prese dalle istituzioni europee hanno delle conseguenze negative sui diritti sociali”. Spiega l’eurodeputato di sinistra Patrick Le Hyaric. “La riforma della legge del lavoro in Francia come in altri paesi europei deriva da un orientamento europeo che chiede agli Stati membri di modificare il diritto del lavoro verso una maggiore precarietà e flessibilità “.
Il livello della qualità della vita varia ancora molto a seconda dei paesi. Per Ska Keller, del gruppo dei Verdi “bisogna affrontare il problema delle differenze che esistono tra Stati come ad esempio Romania e paesi bassi a livello di redditi, pensioni e benessere sociale in generale. L’idea dell’Unione europea è quella di avanzare, di dare la possibilità a tutti di migliorare la propria vita. Questa è una promessa che dobbiamo mantenere “
Proprio grazie ad una forte agenda sociale nelle ultime elezioni britanniche Jeremy Corbyn è riuscito ad ottenere il voto dei più giovani.

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