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Google: le reazioni successive al licenziamento dell'ingegnere


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Google: le reazioni successive al licenziamento dell'ingegnere

Tempesta negli uffici di Google, dopo il licenziamento di un ingegnere del gruppo.

Quest’ultimo, James Damore, ha pubblicato in una rete interna un vero e proprio manifesto ideologico, della lunghezza di dieci pagine.

In esso, si mettono sotto accusa le politiche aziendali in ambito di sesso e razza: in sostanza, le misure adottate per favorire l’assunzione di donne (attualmente pari al 20% nelle mansioni tecnologiche e manageriali) e rappresentare al meglio le minoranze etniche.

“Nei posti di potere di Google ci sono poche donne, perché sono biologicamente diverse”: questa la frtase incriminata, costata il posto all’ingegnere.

La vice Presidente per la Diversity, Governance e Integrità, Danielle Brown, ha spiegato che il documento sotto accusa parte “da tesi sul gender che Google rifiuta”.

Il documento ha suscitato reazioni aspre, ma anche divisioni: molte donne, indignate dalle considerazioni dell’autore sulle differenze biologiche tra uomo e donna che in parte giustificherebbero le disparità, hanno chiesto il suo licenziamento, diversi altri dipendenti della società californiana sono scesi in campo (sempre in modo anonimo) dicendosi solidali con l’estensore del manifesto.

Oltre a negare discriminazioni verso le donne e alcune minoranze etniche, l’autore sostiene che la vera discriminazione in atto è politica: contro i conservatori che la pensano diversamente ma, schiacciati dalla maggioranza, stanno zitti.