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Turchia: la protesta delle donne contro le discriminazioni

In piazza con lo slogan "giù le mani dai miei abiti" contro gli abusi

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Turchia: la protesta delle donne contro le discriminazioni

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“Giù le mani dai miei abiti”, uno slogan diretto e provocatorio scelto dalle donne turche, scese per strada a Istanbul, nel distretto di Kadikoy per chiedere di non essere discrimante dal genere maschile e soprattutto di non essere molestate per gli abiti indossati. Dopo il tentato golpe dello scorso anno, si è rafforzata nel paese, la corrente conservatrice dell’islamismo dell’Akp, il partito di governo che sostiene la repressione di alcuni diritti fondamentali delle donne. A giugno una giovane è stata aggredita da un uomo su un mezzo di trasporto pubblico, perchè aveva dei pantaloncini corti.

“Siamo qui”, dice una manifestante,“per protestare contro le violenze sessuali nel nostro paese. Non rimarremo in silenzio e non ci fermeremo. Vogliamo che questi incidenti finiscano una volta per tutte”

Sembrano ormai lontani i tempi dell ‘impostazione rigidamente laica impressa alla Turchia moderna dal padre della patria Mustafa Kemal Ataturk. L’impiego del velo è stato liberalizzato negli uffici pubblici e nelle scuole. Nel paese dove solo il 32% della popolazione femminile è impegnato nel mondo del lavoro, anche la festa della donna é diventata un’occasione per manifestare. Lo scorso 8 marzo ancora donne hanno gridato un “No” unanime e incisivo contro il rafforzamento dei poteri di Erdogan, successivo al referendum costituzionale.