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Charlie: macchinari disattivati, polemiche in Italia


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Charlie: macchinari disattivati, polemiche in Italia

Dovrebbero essere disattivati entro il fine settimana i macchinari che tengono in vita il piccolo Charlie, il bimbo di dieci mesi ricoverato a Londra per una rara malattia che, a detta dei medici, è incurabile e lo fa soffrire troppo.

I genitori del piccolo, Connie e Chris Gard, hanno perso la battaglia legale, arrivata sino alla Corte Europea dei Diritti Umani, con la quale intendevano portarlo a proprie spese negli Stati Uniti per sottoporlo ad una cura sperimentale.

In un post pubblicato sui social, la coppia ha raccontato le ultime ore in compagnia del figlio.

“Non siamo autorizzati a scegliere se nostro figlio viva e non siamo autorizzati a scegliere quando o dove Charlie muoia”, hanno detto, affranti.

Il caso del piccolo muove anche la politica italiana: Matteo Renzi solidarizza col dolore dei genitori, Beppe Grillo attacca invece le istituzioni europee, il parlamentare azzuzzo Lucio Malan parla infine di “una vera e propria esecuzione”.

In Italia si può già arrivare facilmente a un verdetto simile a quello pronunciato per Charlie dai medici inglesi: non sono, infatti, indispensabili tribunali e sentenze, essendo la normativa vigente nemica del malato terminale, indipendentemente dalla patologia.

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