ULTIM'ORA

Lettura in corso:

Qatar: come si è arrivati alla crisi diplomatica


Qatar

Qatar: come si è arrivati alla crisi diplomatica

Sei paesi confinanti con il Qatar hanno interrotto i loro rapporti diplomatici con lo Stato del Golfo ricco di petrolio. Quali sono i motivi che hanno portato a questo passo apparentemente estremo?

Egitto, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Bahrein accusano il Qatar di destabilizzare la regione, interferendo nella politica del Bahrein e sostenendo il terrorismo. Il Qatar è visto come una minaccia a causa del suo sostegno ad Hamas – il gruppo palestinese considerato un’organizzazione terroristica da molti governi, tra cui gli Stati Uniti – che è a sua volta collegato alla Fratellanza Musulmana.

Nel 2013 si è creata una frattura significativa tra il Qatar e l’Egitto su queste linee politiche, dopo che il presidente eletto Mohamed Morsi, membro di Libertà e Giustizia (il partito politico della Fratellanza Musulmana), è stato rovesciato dall’esercito e dall’attuale presidente al-Sisi. L’Egitto ha inoltre bandito Al-Jazeera, canale all-news di base a Doha, con l’accusa di “incoraggiare il terrorismo” e “fabbricare false notizie”. Nel 2013 tre giornalisti di Al Jazeera – Peter Greste, Mohamed Fadel Fahmy e Baher Mohamed – sono stati arrestati: il loro lavoro, secondo l’accusa, stava mettendo a rischio la sicurezza nazionale. In seguito i tre sono stati liberati.

Non è la prima volta che i vicini del Qatar prendono iniziative diplomatiche di questo tipo. Nel 2014 gli stessi stati avevano richiamato in patria i loro diplomatici a Doha. Una frattura ricomposta nei nove mesi successivi, ma senza che venissero affrontato le questioni di fondo.

Tensioni recenti
Alla fine di maggio secondo alcuni report l’emiro del Qatar al-Thani in un discorso avrebbe criticato gli Stati Uniti. L’emiro inoltre avrebbe offerto il suo supporto all’Iran sciita e ribadito il sostegno ad Hamas e alla Fratellanza Musulmana, oltre a definire “buone” le relazioni con Israele.

L’agenzia di stampa nazionale in seguito ha parlato di una “cospirazione” contro il Qatar che ha portato il governo a ritirare gli ambasciatori dagli stessi paesi che ora hanno deciso un’azione simile contro il Qatar. Tuttavia il governo ha negato con fermezza la veridicità di queste notizie, sostenendo che degli hacker avrebbero violato il sito web dell’agenzia di stato. Ma agli occhi di coloro che già guardavano con sospetto al Qatar, le presunte dichiarazioni di al-Thani avrebbero fatto cadere il velo su quelle che sono le vere posizioni dell’emirato.

Queste notizie non hanno fatto che sommarsi alle tensioni già esistenti. Secondo altre indiscrezioni, due giorni prima dei report sul presunto discorso dell’emiro l’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti negli Stati Uniti avrebbe inviato una mail al ministro della difesa statunitense Robert Gates, che da lì a poco avrebbe parlato in una conferenza della Fondazione per la difesa della democrazie in Qatar. L’ambasciatore avrebbe chiesto a Gates di “picchiare duro” sul Qatar. Cosa che si è poi verificata: nel suo discorso Gates ha criticato il Qatar per il suo “sostegno agli islamisti e ha chiesto all’Emirato di “scegliere da che parte stare altrimenti cambieremo la natura del nostro rapporto”.

Cosa dice il Qatar?
Doha afferma che il suo sostegno ai gruppi islamici non riflette una preferenza politica dell’emiro, ma è piuttosto una scelta tattica dovuta al forte sostegno popolare di cui godono gruppi come la Fratellanza Musulmana. Il Qatar ha dichiarato che non c‘è “nessuna giustificazione legittima” all’interruzione dei rapporti diplomatici, aggiungendo che l’iniziativa è una “violazione della sovranità del Qatar come Stato”.

Venezuela

Venezuela: il leader dell'opposizione Lopez parla dal carcere