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Caschi blu via da Haiti. Dopo 13 anni chiude la missione ONU


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Caschi blu via da Haiti. Dopo 13 anni chiude la missione ONU

I caschi blu lasceranno Haiti. Chiude, dopo 13 anni, la Minustah, la missione inviata dall’ONU nell’isola caraibica, all’indomani della cacciata del presidente Jean-Bertrand Aristide.

I 2370 uomini della missione ONU saranno progressivamente ritirati e rimpiazzati da un più ridotto contingente con poteri di polizia, incaricato di formare le forze di sicurezza locale.

Conforme alle politiche di tagli alle operazioni di peacekeeping voluta dall’amministrazione Trump, la decisione adottata all’unanimintà dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite segue anche ad accuse di abusi su minori.

“Dobbiamo riconoscere che si è approfittato di bambini tra i 12 e i 15 anni, abbandonati e alle prese con la fame – ha detto l’ambasciatrice statunitense all’ONU Nikki Haley -. Sono stati attirati dai soldati della missione ONU con biscotti e caramelle. E il prezzo che hanno dovuto pagare sono stati degli abusi sessuali”.

A molte delle forze politiche haitiane, il ritiro non sembra tuttavia bastare. La rivendicazione è il risarcimento dei torti imputati agli uomini delle missioni ONU. “Chiediamo che siano adottate tutte le misure necessarie – dice il politico Camille Charlemers -, al fine di mobilitare le risorse disponibili – umane, tecniche e finanziarie, perché le Nazioni Unite risarciscano le vittime del colera e riparino i torti che sono stati commessi a migliaia di donne, bambini e bambine che sono stati violentati”.

Nel corso degli anni, le accuse ai danni dei Caschi Blu hanno portato a sospettare l’esistenza di un vasto giro di prostituzione minorile, gestito da militari dello Sri Lanka. Uno scandalo che si aggiunge a quello degli oltre 9000 morti provocati da un’epidemia di colera, diffusa dal contingente nepalese e per la quale l’ONU ha promesso risarcimenti, tuttavia non ancora erogati.