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Strage a san Pietroburgo: il giorno del lutto


Federazione russa

Strage a san Pietroburgo: il giorno del lutto

Sono sentimenti contrastanti quelli dei cittadini di san Pietroburgo all’indomani dell’attentato nella metropolitana che fatto molte vittime e decine di feriti.

La rabbia ha preso il posto dello sgomento anche se molti media, persino vicini al Cremlino, stanno cominciando a chiedersi se il sostegno a Bashar al Assad valga la pena visto che questo attacco sembra, a detta di molti, una rappresaglia per le operazioni russe in Siria.

Nei ricordi dei testimoni gli attimi di orrore. Dice un giovane: “Ero seduto di fianco a due amici. C‘è stato un lampo di luce e qualcuno è caduto vicino, alla mia sinistra. Ho detto ai miei amici di restare a terra e coprirsi la testa. È stata la cosa più terribile e terrorizzante che abbia mai vissuto. Ho pensato che ci sarebbe stata una seconda esplosione. Poi la gente ha cominciato a farsi prendere dal panico”.

Pur nel dolore i russi chiedono dei risultati e vogliono che i responsabili siano consegnati alla giustizia: “È atroce, bisogna prenderli e fargliela pagare, debbono pagarla”.

Alle 10 di questo martedì, il patriarca di Mosca Kirill ha presieduto la celebrazione di una litania, un servizio commemorativo per le vittime dell’esplosione.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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