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Il Deposito Globale per le sementi delle Svalbard, in Norvegia

A febbraio sono state stoccate le sementi provenienti da Aleppo, in Siria

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Il Deposito Globale per le sementi delle Svalbard, in Norvegia

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Preservare la diversità delle colture, e forse anche il futuro della vita sulla terra. Questo è quel che accade nel paesaggio più arido al mondo, il circolo polare artico.

Una costruzione in calcestruzzo spunta da un paesaggio ghiacciato, a due passi dal Polo Nord. Siamo sull’isola di Spitsbergen, nell’arcipelago delle Svalbard, in Norvegia e questo è il punto da cui si accede al Deposito Globale per le sementi, dove vengono conservati tutti i campioni. Una diversità genetica necessaria alla sopravvivenza umana.

Il Seed Vault è gestito attraverso un accordo fatto tra il governo norvegese, il Global Crop Diversity Trust e il Nordic Genetic Resource Center.

Per accedere alla struttura, inaugurata nel 2008, occorre oltrepassare cinque porte di acciaio di incredibile spessore. Situato a 130 metri sopra il livello del mare, il deposito è in grado di resistere a una guerra nucleare o a un incidente aereo.

Le sementi sono stoccate in una stanza, denominata la Cattedrale, a -18 gradi centigradi. Nel caso in cui venisse a mancare l’elettricità, grazie al permafrost, occorrerebbero decine di anni perché la temperatura tornasse allo zero.

“Abbiamo casse in legno – racconta il coordinatore Asmund Asdal – provenienti da Tajikistan, Armenia, Azerbaijan. Queste provengono dalla Colombia. Qui il Portogallo e la Costarica. Questa dallo Zambia, qui l’Ucraina, E qui dal centro internazionale delle patate in Peru. Qui abbiamo sementi della Corea del Nord e dall’altra parte dalla Corea del Sud. Qui tutti i Paesi cooperano alla grande missione di conservare le sementi. Possono non essere i migliori amici, fuori di qui, ma in questo posto tutti i Paesi cooperano”.

Questo luogo si è guadagnato il soprannome di volta del giudizio universale, perché è nato per preservare la diversità agricola anche nel peggior scenario immaginabile.

Nel 2015 il deposito di Aleppo, in Siria, è stato chiuso dopo che la guerra l’aveva reso inaccessibile. ICARDA, il centro internazionale per le ricerche sulla agricoltura nelle zone aride, ha duplicato i campioni della banca di Aleppo e nel febbraio di quest’anno, i suoi esperti hanno depositato ben 15.000 campioni, una sorta di backup del backup.

Il deposito alle Svalbard è una sorta di polizza assicurativa globale per garantire ricchezza genetica alla produzione agricola del futuro.