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Siria, i maggiori gruppi di opposizione affermano: "mai invitati ai negoziati"

Siria: stallo sui negoziati, il regime non rallenta i bombardamenti

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Siria, i maggiori gruppi di opposizione affermano: "mai invitati ai negoziati"

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In Siria il 2017 rischia di iniziare come è finito il 2016: sotto le bombe. L’esercito siriano, spalleggiato dai russi intensifica i bombardamenti nelle zone del nord controllate dai ribelli. Le armi non tacciono come fa invece la diplomazia che procede in ordine sparso e spesso bloccata dai veti incrociati.

Damasco e Mosca cercano sì, di preparare una risposta politica, ma questa passa attraverso discussioni con gruppi di opposizione. Questo ha detto il ministro degli esteri russo Lavrov. Non si capisce però quali siano questi gruppi, e quando questi incontri dovrebbero tenersi. Oltre alle regolari riunioni in Svizzera sono previsti incontri ad Astana in Kazakhstan. Anche a questi dovrebbe partecipare l’Iran che ha però affermato, ad esempio, che l’Arabia Saudita non dovrebbe sedersi al tavolo dei negoziati.

Alcuni sedicenti gruppi di opposizione come il fronte democratico si mostrano più concilianti. Resta da vedere chi rappresentano, perché uno dei punti sui quali si è verificato il muro contro muro fra il regime e l’opposizione, è la partenza del presidente Assad. Qualcosa che né Mosca, né la minoranza alawita di cui Assad fa parte, sembrano voler considerare, soprattutto addesso che Daesh sembra battere in ritirata, messa in ginocchio dai successi militari drusso-siriani. Da Riad inoltre, i maggiori gruppi di opposizione affermano di non essere stati invitati ai negoziati.