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La Grecia ricorda la rivolta studenti repressa nel sangue del 1973

Atene ricorda la rivolta repressa nel sangue degli studenti del Politecnico del 1973.

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La Grecia ricorda la rivolta studenti repressa nel sangue del 1973

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Atene ricorda la rivolta repressa nel sangue degli studenti del Politecnico del 1973. La protesta contro la dittatura dei Colonnelli portò alla caduta, meno di un anno dopo, della giunta militare, ma quella notte del 17 novembre 24 studenti persero la vita, centinaia rimasero feriti. Migliaia di persone, come ogni anniversario, sono scese in strada portando come simbolo la bandiera greca rimasta insanguinata quella notte. La stessa che fu issata sul cancello sfondato da un carro armato che travolse, schiacciandoli, alcuni studenti.

“Ho portato mio figlio per fargli conoscere la verità su quello, per vedere di persona dove stavano gli studenti e dove i carri armati dell’esercito hanno cercato di fermarli”, dice un dimostrante

“I giovani di allora hanno combattuto per l’istruzione pubblica e gratuita. Per gli stessi motivi combattiamo oggi. Lottiamo per i diritti che cercano di portarci via”, aggiunge una studentessa.

Il corteo dal Politecnico è arrivato fino all’ambasciata degli Stati Uniti, accusati di aver sostenuto la dittatura greca. Imponente lo schieramento delle forze di polizia per garantire la sicurezza. Come nel 1973, a protestare sono soprattutto gli studenti universitari.

“È diventata una tradizione quella di trasformare la commemorazione della rivolta studentesca 1973 in una protesta contro le politiche del governo. Ed è evidente che i manifestanti non stanno facendo nessuna eccezione per il partito della sinistra radicale Syriza al governo in Grecia da quasi due anni”, commenta Stamatis Giannisis, corrispondente di euronews ad Atene.